Tiziana Cantone / Video hard: ‘Libero’ polemico in prima pagina, “oggi sarebbe indagata” (7 marzo 2017)

- La Redazione

Tiziana Cantone, video hard: il pm chiede processo immediato per l’ex fidazanto Sergio Di Palo dopo la conclusione delle indagini a Napoli. Ultime notizie di oggi 7 marzo 2017

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Tiziana Cantone

Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri ha deciso questa mattina di aprire in prima pagina con la foto di Tiziana Cantone, suscitando ancora polemiche dopo le ultime scoperte dei pm di Napoli: «se non si fosse uccisa, oggi sarebbe indagata» si legge in prima pagina centrale su Libero questa mattina. Si fa riferimento ovviamente al fatto che i pm non credono alle accuse fatte quando era in vita la stessa Tiziana Cantone, insieme all’ex fidanzato Di Paolo, verso 4 amici di cui due di Battipaglia. Notevoli polemiche sul web visto che le indagini in realtà sono contro Sergio Di Palo, con lo stesso pm che ha insistito scrivendo nelle carte come “non crediamo alla tesi della Cantone, riteniamo che abbia agito così perché obbligata e soggiogata dall’ex fidanzato”. Dunque un titolo un po’ “tirato” che ha fatto scatenare ancora polemiche contro il quotidiano Libero. Le ipotesi di reato, secondo la procura, sono di calunnia e falsa denuncia. Reati ipotizzati in concorso con la Cantone che si riferiscono in particolare alle accuse rivelatesi infondate nei confronti di cinque persone che erano state indicate dagli stessi fidanzati come responsabili della diffusione in rete dei video e la falsa denuncia di smarrimento dell’iPhone. Dunque una verità con polemica che non avrà di certo fatto piacere alla già segnata famiglia di Tiziana.

Arriva finalmente la svolta per il caso di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano morta suicida dopo mesi di vessazioni e umiliazioni per quel tristemente famoso video hot girato con altri ragazzi e diffuso via social. La procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Sergio Di Palo, il fidanzato di Tiziana Cantone: il ragazzo è accusato di calunnia nei confronti dei quattro ragazzi di Battipaglia, Brindisi e Aversa indicati da Tiziana come coloro che hanno diffuso la notizia pubblicando i video hot sul web di Tiziana e dei suoi rapporti intimi. Emergono finalmente dettagli più chiari sugli ultimi mesi processuali fino a che era in vita Tiziana; è il 23 ottobre del 2015, quando la bella 31enne fornisce una nuova versione dei fatti dopo quella falsa. «Nella prima querela, infatti, Tiziana aveva spiegato di aver perso il telefono con le immagini hot. Il manoscritto della ragazza è contenuto agli atti del procedimento per diffamazione nei confronti dei quattro ragazzi di Battipaglia, Aversa e Brindisi accusati di aver diffuso i video in internet. Ma il pm Alessandro Milita non crede alla ricostruzione di Tiziana e, nella sua richiesta di archiviazione del caso, il magistrato scrive: «La querelante non indicava nessuna delle persone presenti alle relazioni sessuali. Ma indicando che il Di Palo era a conoscenza delle sue relazioni e tracciava implicitamente una dinamica del loro rapporto sentimentale e sessuale che difficilmente poteva essere disgiunta dalla condivisione, con lui, dei video prodotti dalla donna»», raccontano le fonti del Mattino sul caso-Cantone. I giudici credono che in sostanza Di Palo abbia obbligato Tiziana a dare una versione falsa per poterla tenere ancora “soggiogata” a lui e non fare uscire la verità, per questo motivo ora viene richiesto il rinvio immediato a giudizio per l’ex fidanzato.

Molte svolte in pochi giorni sul caso Tiziana Cantone: dopo lo sblocco del suo smartphone, è arrivata anche quella giudiziaria, che in pratica ha preparato la svolta di oggi con la richiesta del pm di Napoli. Al fidanzato Sergio Di Palo è stato notificato un atto giudiziario per: l’ex di Tiziana Cantone risulta dunque indagato dalla Procura di Napoli per il reato di calunnia, con le prove decisive che hanno fatto scattare la mossa degli inquirenti che proverrebbero proprio dai materiali contenuti nell’iPhone di Tiziana. Di Palo è stato indicato dalla madre della bella trentunenne di Mugnano come colui che avrebbe indotto la figlia a girare filmini hard con uomini diversi e da cui è nata tutta la vicenda che ha portato fino al suicidio della Cantone. In una delle due indagini dunque la svolta decisiva: resta l’altro filone, quello per istigazione al suicidio, dove però le possibilità di andare oltre alle accuse della famiglia Cantone pare assai difficile, perché molto complesso da dimostrare un coinvolgimento di qualche amico o dello stesso fidanzato di Tiziana ad fare arrivare la ragazza fino all’estremo gesto.

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