BIMBO UCCISO DAL METADONE / Mirò, madre e padre condannati a 9 anni di carcere (ultime notizie)

- Emanuela Longo

Bimbo ucciso dal metadone: il piccolo Mirò di 30 mesi morto alla fine del 2013. Condannati a 9 anni i due genitori, rei di aver somministrato il farmaco per farlo calmare.

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A quasi tre anni e mezzo dalla morte del piccolo Mirò, il bimbo ucciso dal metadone, è giunta nella giornata di oggi la condanna a carico dei due genitori ritenuti colpevoli. A darne notizia è GeonovaToday.it, che ripercorre le principali tappe dell’assurdo caso di cronaca che sconvolse la Liguria e non solo ed oggi giunto ad un primo epilogo. Era il 31 ottobre 2013 quando il piccolo di appena 30 mesi fu trovato dalla madre, privo di vita, nel suo lettino nell’appartamento di Bargagli dove l’intera famiglia viveva prima del trasferimento a Rapallo. Alla vista del figlio ormai morto, la donna allertò prontamente i soccorsi ma al loro arrivo non poterono fare altre che constatarne il decesso. Dall’autopsia emerse a sorpresa la presenza nell’organismo del piccolo Mirò di un certo quantitativo di metadone che fu per lui fatale. I due genitori, furono indagati per omicidio volontario ma entrambi si difesero sostenendo sempre che il piccolo fu colto da malore la sera prima della sua morte, tanto da rivelare la presenza di un po’ di febbre e l’assenza di appetito al punto da non aver mangiato per l’intero giorno.

A smentirli fu sempre l’esame autoptico compiuto sul corpicino del bimbo e che rivelò la presenza di cibo nel suo stomaco, a conferma che la vittima aveva mangiato a pranzo, smentendo così il malessere riferito dai genitori. Dall’esame medico legale, tuttavia, emerse non solo la presenza di metadone ma anche la sua somministrazione a cadenza giornaliera, al solo scopo di “farlo stare buono”, come sostenuto dall’accusa. Oggi, il giudice del tribunale di Genova, Paola Faggioni, si è espresso sul destino processuale della coppia di genitori, condannandoli entrambi alla pena di 9 anni di reclusione. Mamma e papà di Mirò, oggi rispettivamente di 32 e 38 anni, avevano chiesto ed ottenuto di essere giudicati con rito abbreviato. Difesi dall’avvocato Matteo Cereghino, contro di loro si era espresso il pm Alberto Lari avanzando la richiesta di condanna rispettivamente a 12 anni e 10 anni e 8 mesi di carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale aggravato.



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