Scuola e il tabù della bocciatura / Meglio le promozioni d’ufficio?

- Emanuela Longo

Scuola, la bocciatura è vista come un tabù? L’opinione di Galli della Loggia e la lettera che fa chiarezza, criticando e smentendo alcuni punti avanzati dall’autore.

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Immagine di repertorio - Pixabay

Uno dei tabù che caratterizza la nostra scuola italiana è caratterizzato dalla “bocciatura”, tema affrontato in un recente articolo dal Corriere e ripreso dal portale Orizzonte Scuola. L’articolo del Corriere a firma di Galli della Loggia, nasce dopo la recente sentenza del Giudice del Lavoro di Lecce che dopo 5 anni ha revocato la sanzione disciplinare che un preside aveva inflitto ad un professore reo di aver dato dei voti troppo bassi. L’autore dell’articolo aveva denunciato le “promozioni d’ufficio” definendole come “la grande menzogna su cui si regge da anni il sistema dell’istruzione italiano”. Un sistema causato dall’eccessivo potere attribuito al Consiglio di Classe che può decidere a maggioranza quali voti assegnare in base alle proposte dei docenti. Tecnica, questa, che porta a trasformare insufficienze irrecuperabili, magicamente in sufficienze, portando alla promozione e successivamente al diploma finale. E così, le “promozioni d’ufficio” hanno preso scandalosamente il sopravvento sulle bocciature, di fatto bandite, dando la sensazione che, chiunque inizia un corso di studi possa ottenere la promozione certa. Alla base di questa tendenza ci sarebbe, sempre a detta di della Loggia, una sorta di congiura a mentire fra governo, Miur, DS regionali, al fine di garantire il successo dell’istituto e conseguire carriere, risorse economiche e nuovi iscritti.

Dopo la dura denuncia riportata nelle passate settimane dal quotidiano Il Corriere, Orizzonte Scuola ha pubblicato una lettera nella quale si fatta chiarezza su alcuni punti dell’interessante opinione di Galli della Loggia, smentendo determinati aspetti legati alla bocciatura vista come tabù. In realtà, non sarebbe stata affatto bandita dalla scuola italiana ma si sarebbe attestata attorno al 10-15%. Una scuola, infatti, non dovrebbe essere definita “buona” solo sulla base delle bocciature. La seconda nota ha a che fare con “L’ideologia fondata sulla categoria di «inclusione»”, categoricamente smentita. Stando alla lettera giunta al portale, infatti, la linea politica da adottare dovrebbe mirare a istruire tutti attraverso risorse, tempi e mezzi adeguati. Una politica che tuttavia viene a mancare proprio a causa della carenza di strutture e risorse per i corsi di recupero. Il punto centrale delle critiche, tuttavia, resta quello della bocciatura. “Non si può, non è realistico tornare a bocciare in modo massiccio e all’improvviso, né tanto meno per iniziativa di singoli docenti, presidi o scuole”, si legge nella lettera giunta alla redazione di Orizzonte Scuola. La bocciatura, più che un tabù rischia così di diventare peggio della promozione d’ufficio. Per evitarla, dunque, la soluzione non dovrebbe essere apportata alla fine, ma sarebbe opportuno cercare rimedi precoci, sia prima che durante.



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