Taxi vs Uber/ Corte Ue, “lo Stato può imporre obbligo di licenze” (oggi 11 maggio 2017)

- Niccolò Magnani

Taxi vs Uber, l’avvocato della Corte Ue prepara la svolta: “lo Stato può imporre obbligo di licenze, non beneficia del principio di libera circolazione dei servizi garantito dall’Ue”

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Taxi (foto da Lapresse)

Il parere della Corte Ue sulla vicenda Taxi-Uber rischia di divenire un punto assai importante nella lunga ed estenuante rincorsa ad una regolamentazione chiara e ufficiale in tutti gli stati Europei dove circolano le auto e gli autisti NCC dell’app Uber. Secondo le conclusioni dell’avvocato generale della Corte Unione Europea, Maciej Szpunar, «Uber può essere obbligata a possedere le licenze richieste dalle legislazioni nazionali per i taxi». Questo perché non beneficia del principio di libera circolazione dei servizi garantito dall’Ue per i cosiddetti “servizi della società dell’informazione”: nasce tutto da una causa intentata dal tribunale di Barcellona nel 2014 , quando cioè l’Asociation profesional elite taxi della città catalana ha denunciato la Uber System Spain per concorrenza sleale. Nel dossier della Corte Ue l’avvocato incaricato di occuparsi del caso ha stabilito che uno Stato può dunque rendere obbligatoria la presenza di licenze, come quelle dei taxi, anche per l’azienda Uber. «Sebbene competa al giudice nazionale accertare e valutare i fatti, il servizio offerto da Uber è un “servizio misto” che però non soddisfa le condizioni che potrebbero farlo rientrare nella categoria di servizio della società dell’informazione», si legge nel comunicato della Corte Ue (tradotto da TgCom 24).

Secondo una nota rilasciata poche ore fa da Uber, il parere della Corte Ue è stato ricevuto e con esso «si attende ora la decisione finale nel corso dell’anno». Per l’app mondiale di autisti privati, per la quale in Italia e non solo le agenzie dei taxi hanno alzato barricate e proteste per la concorrenza giudicata sleale, la situazione resta in divenire e non certo conclusa. «Essere considerati una società di trasporto non cambierebbe il modo in cui molti Paesi europei già oggi regolano le nostre attività». Secondo il comunicato congiunto di Uber Italia e Spagna, coinvolti direttamente nella vicenda di Barcellona, si augurano che «questo non rallenti i necessari processi di aggiornamento di leggi datate che impediscono a milioni di europei di accedere a corse affidabili con un semplice clic».



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