BIMBO CIRCONCISO IN CASA/ Vicenza, “santone” africano sbaglia l’operazione: il bambino è mutilato

- Silvana Palazzo

Vicenza, grave bimbo circonciso in casa: "santone" sbaglia l'operazione, ora il piccolo è ricoverato in ospedale, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento di ricostruzione del pene

neonato_piange_pianto_pixabay_2017 Immagine di repertorio (Pixabay)

Un bimbo di un anno ha riportato lesioni molto gravi a causa di una circoncisione “casalinga”: è stata effettuata da un presunto medico africano, forse un “santone”. Il piccolo, figlio di ghanese, è stato ricoverato d’urgenza nel reparto di Chirurgia pediatrica dell’ospedale di Vicenza. I suoi genitori, entrambi richiedenti asilo di nazionalità ghanese e ospitati in una struttura vicentina, non volevano affidare il bimbo alle cure dei medici del San Bartolo, ma sono stati costretti ad accompagnarlo al Pronto soccorso, visto che le condizioni del figlioletto sono peggiorate. Il bambino non è in pericolo di vita, ma è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico con il quale i medici hanno provato limitare i danni. “Devastato”, così è stato definito il pene del bambino: i medici vicentini hanno effettuato la pulizia dell’organo, che stava rischiando un’infezione, e poi una ricostruzione anatomica.

VICENZA, GRAVE BIMBO CIRCONCISO IN CASA

“SANTONE” SBAGLIA L’OPERAZIONE: APERTA INCHIESTA

Quella della circoncisione è un’antica pratica musulmana per la quale il piccolo era stato affidato ad un africano con passaporto tedesco che gestirebbe un ambulatorio medico in provincia di Verona. Quando sono tornati a casa, i genitori si sono accorti del grave stato di sofferenza del figlio e, dopo essersene andati dal Pronto soccorso vicentino, si sono convinti a riportarlo e ad affidarlo ai pediatri. Ora su questa vicenda sta ora indagando la squadra Mobile. La questura aprirà un’indagine. Al momento non è chiaro quando sia stato effettuato l’intervento, né dove si trovi esattamente l’ambulatorio del “santone”: i genitori non parlano italiano, quindi l’ospedale ha chiesto l’aiuto di un interprete. A quest’ultimo hanno spiegato di essere andati in treno a Verona e di aver successivamente preso un pullman per raggiungere una località della quale però non ricordano più il nome. Stando a quanto riportato dall’Ansa, i due africani sono sbarcati sulle coste italiane la scorsa estate, poche settimane dopo è venuto alla luce il bambino.





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