DONNA TROVATA STRANGOLATA IN UN SILOS/ Pavia, figlio accusato di omicidio: aveva anche accoltellato il padre

- Silvana Palazzo

Pavia, donna trovata strangolata in un silos: il figlio è accusato di omicidio volontario. Aveva anche accoltellato il padre. Le ultime notizie sulla tragedia familiare di Giussago

carabinieri_incidente_lapresse_2017
Cuneo, accoltella madre e zia poi minaccia suicidio (LaPresse)

Orrore a Giussago, in provincia di Pavia: una donna è stata trovata senza vita all’interno di un silos e dell’omicidio è sospettato il figlio, che aveva tentato di accoltellare il padre. Una tragedia familiare sulla quale si continua ad indagare. Rosina Papparella era scomparsa il 4 luglio, ieri è stata trovata strangolata nel silos di una cascina abbandonata, proprio vicino alla sua abitazione. Il cadavere è stato trovato in avanzato stato di decomposizione, quasi mummificato secondo il racconto di alcuni testimoni, riportato dalla Provincia Pavese. La scoperta dopo l’accoltellamento del padre, sabato sera. Disabile con problemi di deambulazione, Giuseppe Ferentino si è chiuso in bagno per salvarsi dopo che il figlio, Marco, era riuscito a ferirlo, per fortuna non gravemente. Dopo aver chiesto aiuto è stato soccorso, poi dimesso dall’ospedale con ferite lievi. Il 23enne invece è stato ricoverato in Psichiatria all’ospedale San Paolo di Milano.

DONNA TROVATA STRANGOLATA IN UN SILOS

LA CONFESSIONE DEL FIGLIO DOPO L’ACCOLTELLAMENTO DEL PADRE

Tornato a casa dopo aver trascorso quattro anni all’estero per lavoro, il ragazzo, ex militare, non aveva precedenti di squilibrio, ma Il Giornale riferisce che in paese lo consideravano «un po’ cambiato». In stato confusionale, il giovane avrebbe spiegato di aver sentito delle voci, quindi di aver accoltellato il padre per eseguire il compito che le voci gli avevano affidato. Dalle parole, seppur confuse, del figlio, è stato poi possibile cercare la madre, che risultava scomparsa. Decisivo anche il ritrovamento degli occhiali da vista nello zaino del figlio. Il marito non aveva sporto formale denuncia di scomparsa, nella speranza che si trattasse di un allontanamento volontario. Ma fino a sabato sera la cosa non aveva incredibilmente avuto seguito. Il sospetto è che la data della morte della donna corrisponda al giorno della sua scomparsa: la conferma arriverà dall’autopsia sui resti. Nella notte il 23enne è stato posto in stato di fermo giudiziario con l’accusa di omicidio volontario.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori