MOLESTIE O BUGIE?/ “La donna che mi accusa in realtà è il mio rivale in affari!“

- Silvana Palazzo

Sessismo nella Silicon Valley? Imprenditore si difende dalle accuse di molestie tramite un post anonimo: “Quella donna in realtà è il mio rivale”. Anis Uzzaman contro Brandon Katayama Hill

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Silicon Valley (Foto: da Wikipedia)

Un potente imprenditore dell’industria digitale è stato accusato di molestie attraverso un post anonimo, ma in realtà dietro il messaggio di denuncia si celava un rivale in affari. Lo sostiene Anis Uzzaman, amministratore delegato di Fenox Venture Capital. La donna che l’ha accusato di averle chiesto sesso in cambio di finanziamenti per un suo progetto sarebbe in realtà Brandon Katayama Hill, fondatore e amministratore delegato di Btrax, agenzia che è diretta concorrente della Fenox. Il rivale avrebbe quindi orchestrato una fake news per danneggiarlo. La beffarda vicenda, che aveva subito infiammato il dibattito sul sessismo nella Silicon Valley, si è trasformata in un vero e proprio caso internazionale, perché coinvolge anche il Giappone, oltre agli Stati Uniti. I legali di Anis Uzzaman sono riusciti a risalire all’indirizzo IP dell’utente che ha scritto il post, scoprendo che è stato scritto dalla casa di Brandon Katayama Hill. Quest’ultimo ovviamente ha negato di essere l’autore del messaggio, spiegando che molte persone hanno accesso al wifi.

Il post per la verità non faceva apertamente il nome di Uzzaman, ma la descrizione combaciava perfettamente. Non è nemmeno casuale il fatto che la denuncia sia stata pubblicata una settimana prima dell’inizio della Startup World Cup, una gara tra start up lanciata da Fenox Venture Capital in contrapposizione alla Japan Night di cui Hill era promotore. Negli ultimi mesi si è parlato di “sessismo strutturale” nella Silicon Valley, cioè di un fenomeno ampiamente diffuso. Ma Hill, se fosse vero quanto raccontato da Uzzaman, se ne sarebbe approfittato nel peggiore dei modi. «False accuse come queste, soprattutto quando c’è la consapevolezza crescente che questo problema esiste, sono un danno e un insulto alle vere vittime di molestie sessuali. E porta la gente a mettere in dubbio le loro storie», ha dichiarato l’avvocato di Uzzaman.



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