FIGLI DI COPPIE GAY/ Più bravi a scuola, ma inclini ad alcol e droghe: un nuovo libro li racconta

- Fabio Belli

Matrimoni gay: le difficoltà dei figli delle coppie omosessuali. L’Osservatore Romano analizza, attraverso un libro di Elena Canzi, la condizione dei ragazzi nella società di tutti i giorni

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"Mia figlia persa per l'ideologia LGBT" (LaPresse)

Sull’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, viene di nuovo affrontato il tema dei matrimoni gay e delle adozioni, con i figli cresciuti in famiglie con coppie dello stesso sesso, attraverso l’analisi del libro di Elena Canzi: “Omogenitorialità, filiazione e dintorni”. Nel volume pubblicato da Vita e Pensiero si mette in primo piano il possibile disagio dei figli, che si trovano spesso ad essere vittime di bullismo e di problemi sociali che spesso portano a nascondere la propria condizione di figlio di coppia omosessuale. Secondo la Canzi è sbagliato negare la differenza che rapporta l’omogenitorialità rispetto alle coppie di sesso opposto: “i figli di coppie omosessuali riportano maggior ricorso all’assistenza pubblica, minor identificazione eterosessuale, maggior frequenza di relazioni omosessuali e minor senso di sicurezza sperimentato nella famiglia di origine”

Problematiche che vengono anche confrontate con rilevazioni in ambito psicologico che mettono comunque in luce anche i problemi indotti da una società che non viene portata ad accettare la presenza di famiglie omosessuali con figli. Ma secondo il volume di Elena Canzi ci sono delle differenze che non sono conseguenza, ma causa stessa del fatto di crescere in una famiglia composta da genitori dello stesso sesso. Paradossalmente, proprio una maggiore diffusione del fenomeno può aiutare a limitare il senso di straniamento dei figli, che frequentando altre famiglie con genitori omosessuali si sentirebbero maggiormente integrati. Infatti per i figli: “Il rapporto più difficile è soprattutto quello con i coetanei, che spesso sottopongono i figli di coppie omosessuali a derisione e bullismo, facendo emergere sentimenti di inferiorità e anormalità. Una stigmatizzazione che provoca diverse strategie di adattamento, nelle quali prevale quella di negare il problema, confessando la propria condizione solo a poche persone scelte.”

Viene poi analizzata nel libro “Omogenitorialità, filiazione e dintorni” di Elena Canzi la possibilità che i figli di famiglie con coppie omosessuali possano tendere maggiormente ad adottare comportamenti e abitudini di vita gay. Un maggiore anticonformismo e tolleranza verso l’omosessualità potrebbe provocare questo, ma viene provato da alcune ricerche come avere dei figli eterosessuali sia per le coppie gay una sorta di certificazione della normalità del proprio status, affermando come avere genitori dello stesso sesso non influisca in nessun modo sulle scelte sessuali del figlio. A livello scolastico i figli di coppie omosessuali garantiscono risultati di maggior livello, mentre sembrano più inclini, sempre secondo rilevazioni statistiche, all’utilizzo di alcol e droghe, e soprattutto siano meno portati alla stabilità del legame di coppia, meno duraturi rispetto a quelli dei coetanei figli di coppie di sesso diverso.

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