Storia Hip Hop/ La svolta musicale anche grazie al blackout di New York del ’77?

- Silvana Palazzo

Storia Hip Hop: Google ne celebra la nascita con un Doodle interattivo memorabile. Oggi, 11 agosto 2017, è infatti il 44° compleanno di questo genere musicale nato grazie a un’intuizione

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Storia Hip Hop, il Doodle di Google

UN BLACKOUT ALL’ORIGINE DELLA SVOLTA

L’hip hop ha una storia caratterizzata da diverse fasi. Quella iniziale non garantiva un grande futuro: si rimediava qualche soldo, ma non era possibile vendere canzoni suonate semplicemente in modo diverso. Negli anni Settanta però questo genere è diventato innovativo e la leggenda narra che la svolta sia arrivata con i blackout di New York. Come riportato da Il Post, la sera del 13 luglio 1997 quasi tutta la città resto senza elettricità, quindi negozi e centri commerciali furono presi d’assalto. Qualche dj invece si intrufolò nei negozi di elettronica per rubare mixer, giradischi, microfoni… Insomma, tutta l’attrezzatura per fare musica, che non si sarebbero potuti permettere. Prima di quel giorno a New York c’erano quattro o cinque veri gruppi di dj, ma all’indomani del blackout ne nacquero di nuovi, perché non dovevano più starli a guardare. Alcuni produttori e manager lungimiranti capirono che quella musica avrebbe dato forza e identità ad una categoria sociale, la comunità urbana afroamericana, che aspettava da tempo un modo per esprimersi e denunciare la propria condizione. (agg. di Silvana Palazzo)

SERIE E DOCUMENTARI SULL’ARGOMENTO

Mentre Google grazie al suo Doodle interattivo oggi ha scatenato la vena artistica di molti utenti del web appassionati di musica hip hop, i quali per un giorno possono giocare a fare i Dj, la data di oggi nella quale si festeggiano i 44 anni dalla nascita di questo movimento divenuto sempre più importante non solo negli Stati Uniti segna un passaggio saliente a livello storico e non solo. Chi ama questo genere musicale e culturale o chi proprio oggi grazie a Google ha potuto conoscere qualcosa in più sul suo esordio e sulla successiva diffusione, potrà entrare ulteriormente nel mood dedicandosi a qualche visione ad hoc suggerita dal portale di GQ. Su Netflix, ad esempio, sono disponibili le due stagioni della serie che debuttava proprio lo scorso anno e che racconta la nascita dell’hip hop, quando riuscì a surclassare la disco music imponendosi nella vita dei giovani del South Bronx. Spazio anche a numerosi documentari sull’argomento, tra cui Hip-Hop Evolution, con le testimonianze di Grandmaster Flash and The Furious Five o Afrika Bambaataa solo per citarne alcuni. In Reincarnated si ripercorre invece la vita di Snoop Doog, mentre in Biggie & Tupac si narra dell’assassinio dei due rapper Notorious B.I.G. e Tupac Shakur. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

PIÙ CHE UN GENERE MUSICALE, UNA RIVOLUZIONE CULTURALE

Non ha lasciato nulla al caso Google per celebrare la storia dell’hip hop, nato 44 anni fa: come consulente del progetto esecutivo è stato scelto Lyor Cohen, ex capo della Def Jam Records e ora capo di YouTube Music. «Oggi celebriamo la rivoluzione culturale cominciata nel Bronx di New York», ha dichiarato Cohen, che ha raccontato gli inizi di questo genere musicale e la sua grandezza. I tempi erano particolarmente duri all’epoca, ma l’hip hop era accessibile, quindi anche un ragazzino con pochi mezzi ma grande talento poteva trasformare un giradischi in uno strumento di espressione. Così è stata creata «una nuova cultura della musica, dell’arte e della danza». Per Lyor Cohen l’hip hop ha fatto esattamente ciò che i suoi fondatori si proponevano di fare, consapevolmente e inconsapevolmente: ha reso un certo tipo di cultura accessibile, ha fatto integrare chi si sentiva emarginato. Si può parlare allora di un movimento musicale e culturale che è più vivo che mai: lo dimostra il successo di Jay-Z, Kanye West e Drake, tra i più grandi della musica hip hop contemporanea. (agg. di Silvana Palazzo)

IL GENERE MUSICALE PIU’ AMATO DAI GIOVANI

L’hip hop compie 44 anni ma la nascita di questo genere musicale è stato abbastanza casuale. Tutto è nato dalla voglia di avere una musica che rappresentasse il modo di essere degli afro-americani e che permettesse loro di ballare senza mai fermarsi. Il deejay che riuscì a trovare il modo di passare da un disco all’altro senza interrompere la musica e creando un mix perfetto fu Grandmaster Flash, Joseph Saddler all’anagrafe, che, dopo diversi tentativi, capì che il modo per mandare avanti il disco era fermare l’asta e spostare il disco con la mano. Nacque così quello che, per i successivi quarant’anni, è stato il must di questo genere musicale che, nel corso degli anni, si è evoluto e arricchito senza mai perdere il senso per il quale è nato ovvero la libertà di chi pratica e ascolta l’hip hop. Attualmente, è uno dei generi musicali più amati al mondo. Negli Stati Uniti ha anche superato il rock mentre in Europa si è affermato definitivamente solo negli ultimi anni. Ad essere appassionati di hip hop sono soprattutto i giovanissimi che vedono in questo genere musicale la possibilità di poter sfondare anche senza avere una voce strepitosa (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

COME NASCE L’HIP HOP

Nel giorno in cui si celebra il 44esimo compleanno dell’hip-hop, Google ha deciso di celebrarlo permettendo a tutti gli amanti del genere di trasformarsi, per un giorno, in un professionista del genere attraverso un doodle interattivo. Per l’hip-hop, il compleanno arriva in un giorno importante. Per la prima volta nella storia della musica, infatti, negli Stati Uniti, l’hip-hop è il genere musicale più ascoltato, capace di surclassare anche il rock, da sempre uno de generi più apprezzati. Merito di giovani e talentuosi artisti che hanno saputo affermarsi dando vita a canzoni orecchiabili e soprattutto originali. L’hip-hop nasce dall’esigenza degli afro-americani di avere una musica tutta loro che li rappresentasse nella totalità. L’intento era quello di trovare una musica che le permettesse di ballare senza sosta. Kool Herc faceva suonare la parte delle canzoni funk in cui c’erano solo la batteria e il basso e con il mixer passava da un disco all’altro. Il risultato entusiasmò gli addetti ai lavori che cominciarono a dare credito ad un genere, sconosciuto fino a quel momento (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

STORIA HIP HOP: OGGI IL 44° COMPLEANNO

Google ha scelto un modo davvero originale e divertente per celebrare la storia della musica hip hop. È stato lanciato infatti un Doodle interattivo per mettersi alla prova con una consolle con due piatti vecchio stile. Oggi è infatti il 44° anniversario della festa con cui il DJ Kool Herch nel 1973 ha dato via a questo genere musicale. Il Doodle si presenta con un graffito dell’artista Cey Adams: cliccandolo si viene catapultati su una piattaforma interattiva con la quale si può diventare DJ per un giorno. Attraverso la consolle si possono infatti mixare brani usando canzoni famose. Per cominciare non dovete fare altro che cliccare sul pulsante di riproduzione del Doodle. Si potrà scegliere tra campioni di classici hip pop anni ’70 come George Clinton, The Isley Brothers, Betty Wright e Billy Squire. Quando avrete scelto i brani, potrete personalizzare il mix usando i comandi come un vero DJ.

L’OMAGGIO DI GOOGLE A KOOL HERC E AGLI ALTRI “VETERANI”

Un Doodle interattivo per celebrare la storia della musica hip hop. Non è però la prima volta che Google ce ne regala uno per divertirsi facendo un po’ di musica. Certo è che questo è uno dei progetti più sofisticati che l’azienda ha lanciato. Ryan Germick di Google ha infatti evidenziato la complessità delle animazioni, i bitrate audio da usare per ottenere un buon risultato. Un grande lavoro per la squadra di Google, che ha dovuto tra le altre cose selezione gli artisti: la scelta è ricaduta sui veterani dell’industria musicale hip hop come Lyor Cohen, che ora è a capo di YouTube Music, ma c’è anche Fab 5 Freddy. Tutto è cambiato l’11 agosto 1973, quando l’allora 18enne Kool Herc durante un suo set provò a fare qualcosa di diverso: anziché suonare le canzoni per intero, ha usato solo delle porzioni proponendo quelli che sono poi diventati “breaks”. Così ha infiammato la folla e ha dato inizio a un genere che ha cambiato la storia della musica.

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