“MEA CULPA” DI MAGISTRATURA DEMOCRATICA/ Guglielmi (pm Roma): giudici carrieristi alimentano il giustizialismo

- Niccolò Magnani

Garantismo e giustizialismo: il pm Mariarosaria Guglielmi si sfoga, “abbiamo fatto molti errori sul garantismo che non hanno aiutato a risolvere molti atteggiamenti giustizialisti” 

giudice_tribunale_pixabay
Pixabay

In una interessante intervista rilasciata al quotidiano “Il Dubbio” la pm di Roma e giovane segretaria di Magistratura Democratica, Mariarosaria Guglielmi ha impiegato pochissime righe per esprimere quello che da anni viene imputato ad una certa “corrente” di magistrati e procuratori: con le lotte “politiche” e le maggiori preoccupazioni per le proprie carriere piuttosto che la tutela dei diritti costituzionali di tutti, ripetiamo tutti, i cittadini, si è avallato un generale atteggiamento giustizialista che non aiuta di certo a risolvere le tantissime spinte populiste presenti purtroppo in questi ultimi anni. «Purtroppo ci sono molte responsabilità rispetto a errori ed eccessi, che non sono mancati, anche nelle indagini condotte nei confronti della classe politica, creando effetti nella diffusione di atteggiamenti giustizialisti», ritiene Guglielmi, ammettendo come il garantismo in questo modo non è stato per nulla salvaguardato. «Quando in materia di giustizia e di diritto penale si ricorre alla demagogia e alle sue semplificazioni si rischia di smarrire la consapevolezza dei valori complessi, come quelli del garantismo, di invocare la pena a tutti i costi, di non riconoscere il carattere relativo della verità processuale», attacca piuttosto nettamente la pm di Magistratura Democratica.

GLI ERRORI DI UNA MAGISTRATURA AUTOREFERENZIALE

Sempre rispondendo alle tante domande del collega Errico Novi su Il Dubbio, la pm Guglielmi “presenta” i molti rischi ottenuti in questi anni dal giustizialismo: «Le semplificazioni del giustizialismo non distinguono però fra soggetti “deboli” e soggetti “forti”. È vero il contrario: nella logica giustizialista, le garanzie diventano inutili formalismi sia quando si chiede di punire e così di neutralizzare il nemico sociale, il migrante ma oggi anche il povero, sia quando ai giudici si chiede di “vendicare” i torti che abbiamo subito ad opera del “potente” di turno». Una buona parte della magistratura oggi in Italia purtroppo sembra più orientata ad una “autoreferenzialità” legata a prospettive di carriera e avanzamento che “avvelenano” i valori e la tutela dei diritti che ogni buon magistrato è chiamato a controllare. «Una magistratura concentrata sulle prospettive di avanzamento e di conservazione della carriera è una magistratura autoreferenziale e non pienamente consapevole del suo ruolo, che distoglie lo sguardo dalle tematiche dei diritti e della giurisdizione e, in vista della carriera, è indotta anche a fare scelte di conformismo giurisprudenziale», attacca ancora la Guglielmi. Non è tutto oscuro però visto che in Italia di esempi altrettanto buoni nello studio e nella pratica della giurisprudenza ci sono e agiscono ogni giorno magari nel silenzio mediatico: «Con la capacità di autocritica, l’attenzione alle garanzie, la consapevolezza dei limiti della propria funzione, la magistratura deve oggi confrontarsi con i rischi delle nuove forme del populismo giudiziario e con i sentimenti dell’antipolitica che alla magistratura chiedono di attribuirsi e di interpretare il ruolo di unica istituzione sana dal paese», spiega al quotidiano diretto da Sansonetti la giovane pm romana.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori