Piero Capuana, santone rinviato a giudizio per abusi su minori/ Catania, una vittima: “un segno indelebile”

- Carmine Massimo Balsamo

Piero Capuana, santone rinviato a giudizio per abusi su minori. Ultime notizie Catania, chiesto processo anche per tre fiancheggiatrici. Una vittima: “un segno indelebile”

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Pietro Capuana

Piero Capuana, santone rinviato a giudizio per abusi su minori, questa la decisione della Procura di Catania. Come vi abbiamo raccontato, il 74enne è ritenuto essere il capo della setta di Aci Bonaccorso: avrebbe plagiato e abusato di ragazzine tra i 13 e i 14 anni. L’Inchiesta 12 Apostoli ha prodotto i primi risultati: oltre al santone, è stato chiesto il rinvio a giudizio anche per le tre donne considerate le sua fiancheggiatrici: Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Scarpignato. Ma non solo: la Procura di Catania ha chiesto il processo per favoreggiamento per Domenico Rotella, compagno di Rosaria Giuffrida ed ex deputato e assessore regionale, per il sacerdote Orazio Caputo e per Salvatore Torrisi, ex presidente dell’associazione Cattolica Culturale ed ambiente di Aci Bonaccorso. Vi abbiamo raccontato le intercettazioni tra il Santone e le collaboratrici, ora emergono ulteriori testimonianze…

IL RACCONTO DI UNA VITTIMA DI PIERO CAPUANA

Non è stata ancora fissata la data dell’udienza preliminare, ma finalmente è arrivata l’ufficialità del rinvio a giudizio per il santone di Aci Bonaccorso. L’uomo ha sempre respinto le accuse di violenza sessuale su minorenni, con il suo avvocato che ha sottolineato: “Qui il vero problema è capire se sono esistiti gli abusi”. A Storie Italiane è stata trasmessa inoltre una nuova testimonianza: “Lui sa quello che ha fatto, come io so ciò che ha fatto lui”, le parole di una ragazzina che ha sottolineato di aver “paura a denunciare perché loro creano timore”. E ora è arrivato il rinvio a giudizio: “L’ho presa molto bene, finalmente stiamo andando avanti e sono felice. Loro hanno sempre avuto questi metodi. Questa storia mi ha lasciato un segno indelebile, lo ricordo tutti i giorni perché mi accompagna, però prima la prendevo malissimo, ora la prendo come un’esperienza di vta positiva. Un domani, se avessi dei figli, saprei come comportarmi”.

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