DESIRÈE MARIOTTINI, IL PUSHER RESTA IN CARCERE/ Ultime notizie: cade aggravante di cessione droga a minore

- Dario D'Angelo

Desiree Mariottini, secondo il Tribunale del Riesame cade accusa omicidio per due nigeriani arrestati: la 16enne si sarebbe opposta ai suoi assalitori

Desirée Mariottini
Desirée Mariottini (Foto Twitter)

Deve restare in carcere Marco Mancini, il pusher arrestato dalla polizia nello scorso fine settimana nell’ambito dell’inchiesta per la morte di Desirée Mariottini. Fermo e ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati convalidati per il 36enne. Era stato accusato di aver ceduto droga al gruppo di extracomunitari e anche alla 16enne, trovata morta tra il 18 e il 19 ottobre. La giovane di Cisterna di Latina e gli extracomunitari frequentavano lo stabile abbandonato di via dei Lucani nel quartiere San Lorenzo, lì dove poi Desirée ha trovato la morte. La decisione è stata presa dal gip Maria Paola Tomaselli al termine dell’interrogatorio di convalida che si è tenuto nel carcere di Regina Coeli. Il gip però ha fatto cadere l’aggravante della cessione di sostanza stupefacente ad un minore. Marco Mancini dunque deve rispondere di detenzione e cessione di sostanza stupefacente. (agg. di Silvana Palazzo)

LA 16ENNE SI SAREBBE OPPOSTA AI SUOI ASSALITORI

Continua l’inchiesta di Storie Italiane sul caso Desirèe Mariottini: in programma per oggi l’interrogatorio di convalida del fermo per l’italiano Marco Mancini, con gli inviati del programma condotto da Eleonora Daniele che hanno intervistato chi lo conosce bene. “L’ho conosciuto là dentro, è un tipo tranquillo” afferma una ragazza, mentre un’altra persona spiega: “Portava i farmaci, fumava, si drogava, non è uno che le vendeva. Lui le portava e le regalava, è un bonaccione: non credo che abbia partecipato a questa cosa. Non c’entra veramente niente, impossibile: tutti dicono che non c’era proprio quel giorno”. C’è tantissima rabbia tra i cittadini di San Lorenzo, che hanno collaborato con le forze dell’ordine per raggiungere la verità, con l’accusa di omicidio caduta per due fermati, ma non per gli altri due: non è chiaro inoltre da chi sono stati forniti i psicofarmarci a Desirèe, che “si sarebbe opposta ai suoi assalitori, dopo l’effetto sarebbe”, sottolinea Paglia. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

PROCURA VA AVANTI

Nuovi aggiornamenti sul caso della morte di Desirèe Mariottini, con una possibile guerra tra toghe all’orizzonte. Vi abbiamo parlato della decisione del Riesame, ma il procuratore aggiunto Maria Monteleone non ci sta: “Andiamo avanti, per noi non cambia nulla. Le indagini e i risultati delle analisi mostrano chiaramente che la morte di Desirée fu provocata da chi la riempì di droghe, farmaci e metadone”, riporta il Corriere della Sera. Annullata la custodia cautelare per omicidio, la Procura è intenzionata ad andare avanti per questa strada: “Valuteremo le motivazioni dei giudici del Riesame, ma il percorso della nostra inchiesta è segnato”. E evidenzia: “È stata lasciata agonizzante per ore, nel suo stomaco c’era una quantità altissima di metadone mescolato al vino, come è possibile che questo non sia sufficiente a mostrare la volontà di ammazzarla?”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LA FAMIGLIA: “COM’E’ POSSIBILE?”

La famiglia di Desiree Mariottini è sconvolta. Il tribunale del riesame ha annullato le accuse di omicidio volontario nei confronti di Chima Alinno e Brian Minteh, e da violenza di gruppo si è passati ad abuso sessuale, aggravato dalla minore età della vittima. Distrutta la mamma di Desiree, la giovane Desy, che come riporta Il Messaggero continua a ripetere «Come è possibile? Come fanno a dire una cosa simile?». Qualche parola in più da parte di Ottavio Mariottini, il nonno di Desiree nonché padre del padre: «Continuiamo a soffrire, ogni giorno – racconta – è come se il tempo fosse fermo a quella maledetta notte. Ma ogni giorno stiamo peggio, per tutto quello che viene detto su mia nipote, per le novità che emergono su questa terribile vicenda». Quindi nonno Ottavio aggiunge: «Aspettiamo i risultati ufficiali, le comunicazioni ufficiali, noi non ne abbiamo, non sappiamo nulla, se non dai mezzi di comunicazione. Siamo distrutti, continuiamo a soffrire per la morte di Desirée, il dolore non passa. Cosa ci aspettiamo? Ovviamente giustizia, speriamo che faccia il suo corso. Certo che confidiamo nella giustizia, è l’unica cosa che ci resta». E nella giornata di oggi sono attese le decisioni del Riesame in merito al terzo arrestato, Mamadou Gara, che con grande probabilità verrà scagionato da diverse accuse, così come fatto con Chima e Brian. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

OGGI IL RIESAME SI PRONUNCIERA’ SU GARA

Nella giornata di mercoledì 14 novembre, davanti allo stesso collegio del Riesame che ha respinto le accuse di omicidio volontario per i primi due arrestati, sarà discusso il ricorso del terzo uomo coinvolto nella morte di Desirée Mariottini, l’altro senegalese Mamadou Gara: anche se ovviamente il caso sarà analizzato singolarmente, il precedente degli altri due accusati potrebbe lasciar presagire un esito identico per Gara. E sempre in mattinata, davanti al gip, si effettuerà nel carcere di Regina Coeli l’interrogatorio per ottenere la convalida del fermo di Marco Mancini, 36enne che secondo le testimonianze avrebbe venduto gli piscofarmaci utilizzati nel mix letale che ha stroncato Desirée. Cocaina, eroina e psicofarmaci sarebbero le sostanze detenute da Mancini e vendute alle persone che, occupando abusivamente lo stabile di via dei Lucani 22, hanno dato a Desirée la droga che ne ha causato il collasso e la morte. (agg. di Fabio Belli)

LA PROCURA TIRA DRITTO

La morte della povera Desiree Mariottini non avvenne dopo uno stupro di gruppo. A far cadere l’accusa è stato il tribunale del riesame, che parla invece di violenze sessuali singole. Inoltre, due dei quattro fermati sono stati scagionati dall’accusa di omicidio, restando però in carcere “solamente” per spaccio e violenza sessuale. La Procura di Roma non sembra intimidita da tale giudizio, ed è convinta che il gruppo abbia agito compatto, drogando Desirée, violentandola, e poi lasciandola morire in uno stabile fatiscente. «Siamo ancora nella fase degli indizi – si spiega in Procura, come riporta l’edizione online del quotidiano Repubblica e quindi è giusto che il Tribunale faccia le sue valutazioni. Aspettiamo di conoscere le motivazioni del provvedimento. Il nostro quadro accusatorio però non cambia di una virgola. Anzi». Domani é previsto il riesame per Mamadou Gara, il terzo arrestato, nonché l’interrogatorio di convalida del fermo di Marco Mancini, il pusher 36enne finito in manette soltanto poche giorni fa. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PARLA L’AVVOCATO DI ALINNO CHIMA

«Sono contenta per il mio assistito. Alla sua innocenza, anche alla luce delle indagini svolte, ho sempre creduto. Mi dispiace perchè le indagini condotte in tal modo rischiano di non rendere giustizia alla povera Desirèe Mariottini»: parla così l’avvocato difensore di Alinno Chima raggiunto dall’Ansa dopo la decisione a sorpresa del Tribunale del Riesame. Per domani è stata fissata l’udienza invece per il terzo cittadino africano arrestato a Roma per la morte della povera Desiree Mariottini; nel frattempo il rischio forte è che le indagini siano ad un nuovo punto di “stallo” che ancora non riesce a far luce sulla tragedia di San Lorenzo. Bisognerà riprendere dall’autopsia e dalle cause ufficiali della morte di Desiréee Mariottini: «alla ragazza era stato dato un mix di psicofarmaci per patologie come bipolarismo e schizofrenia, Quentiax, Tolep, Aliprazolo Focus e, prima ancora, il Tranquilit». (agg. di Niccolò Magnani)

“NON FU STUPRO DI GRUPPO”

E’ destinata a far discutere la decisione del Tribunale del Riesame rispetto alla morte di Desiree Mariottini, la ragazza di 17 trovata senza vita nel quartiere San Lorenzo di Roma. I giudici del collegio, come riporta Il Giornale, hanno di fatto smontato gran parte dell’impianto accusatorio costruito dalla Procura di Roma che indaga sul caso, annullando l’accusa di omicidio volontario per Chima Alinno e Brian Minthe, due delle persone arrestate per la morte dell’adolescente di Cisterna di Latina. Come riportato dall’Ansa, il Tribunale della Libertà, accogliendo le istanze delle difesa, ha poi derubricato l’accusa di stupro sessuale di gruppo in abuso sessuale aggravato dalla minore età della vittima. In sostanza, come spiega Il Tempo, secondo i giudici il crimine non sarebbe stato commesso in branco ma sarebbe stato perpetrato attraverso abusi “commessi singolarmente”.

DESIREE’ MARIOTTINI, RIESAME ANNULLA ACCUSA A 2 ARRESTATI

Con la decisione del Tribunale del Riesame appare di molto ridimensionata la posizione di almeno due dei nigeriani accusati dell’omicidio di Desireé Mariottini. Come riportato dall’Ansa, però, potrebbe non essere finita qui: per domani è infatti prevista l’udienza del Riesame per Mamadou Gara, il terzo arrestato, oltre che l’interrogatorio di garanzia del quarto arrestato, un pusher italiano che avrebbe ceduto la dose letale per Desiree. Per quanto riguarda la posizione dei nigeriani scagionati dall’accusa di omicidio volontario, Chima Alinno detto “Sisco” e Brian Minthe, i due restano comunque in carcere per l’accusa di spaccio, cessione di stupefacenti e violenza sessuale. Sconfessata dunque la ricostruzione del Gip che, come riporta Il Giornale, nel confermare la misura cautelare per i tre immigrati aveva sottolineato come questi avessero agito “con pervicacia, crudeltà e disinvoltura”, dimostrando “una elevatissima pericolosità non avendo avuto alcuna remora a porre in essere condotte estremamente lesive in danno di un soggetto minore giungendo al sacrificio del bene primario della vita”.

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