Eruzione Vesuvio? Abitanti di Pompei evacuati in Sardegna/ Il piano prevede trasferimenti via mare da Salerno

- Silvana Palazzo

Se il Vesuvio erutta per gli abitanti di Pompei scatta l’evacuazione in Sardegna. Il piano di evacuazione prevede trasferimenti via mare dal porto di Salerno

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Pompei (Infophoto)

In caso di eruzione del Vesuvio i cittadini di Pompei saranno evacuati in Sardegna. Lo prevede il piano di evacuazione della città campana che, in base a quanto disposto dal capo della Protezione Civile, deve sottoscrivere appositi protocolli di intesa per gestire l’eventuale rischio vulcanico. E quindi al Comune di Pompei è stata convocata una prima riunione, anche alla presenza dei delegati della Protezione Civile regionale sarda, con l’amministrazione comunale di Pompei e della Regione Campania, stando a quanto riportato dal Messaggero. Nel corso dell’incontro sono stati evidenziati i principali aspetti organizzativi e operativi, a partire dalla necessità di effettuare un censimento della popolazione di Pompei, che si aggira intorno ai 25mila abitanti. Ciò è importante anche in relazione alle esigenze specifiche e in funzione di disponibilità legate al trasferimento in Sardegna. Ma come avverrebbe l’evacuazione? Via mare, attraverso il porto di Salerno, con imbarcazioni coordinate dalla Protezione Civile regionale della Sardegna.

ERUZIONE VESUVIO? ABITANTI DI POMPEI EVACUATI IN SARDEGNA

La riunione è stata aggiornata a domani, intanto il dibattito si è spostato sui social. Le ultime scosse di inizio mese in effetti avevano suscitato un po’ di apprensione per gli abitanti dell’area vesuviana, ma l’Osservatorio vesuviano era stato chiaro. Aveva infatti diffuso il messaggio alla popolazione di non cedere agli allarmismi che si stavano diffondendo sui social. Poi però sono seguite una serie di eruzioni per organizzare la cittadinanza in caso di eruzione del vulcano, a partire dall’evacuazione di Pompei con gli abitanti trasferiti via mare in Sardegna, come riportato da Il Messaggero. Proprio Flavio Dobran, ingegnere termo-fluidodinamico, tra i più importanti studiosi del Vesuvio e dei Campi Flegrei, aveva evidenziato nei giorni scorsi la necessità di riorganizzare il territorio napoletano per evitare «disastrosi scenari di fuga e di deportazione di massa di intere popolazioni, come soluzione estrema di fronte al verificarsi di un’eventuale eruzione più o meno violenta e distruttiva del Vesuvio».







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