PICCOLO ALEX MONTRESOR/ Ultime notizie, condizioni stabili dopo trapianto: attesa per prossimi sviluppi

Roma, piccolo Alex sottoposto a trapianto. Ultime notizie, intervento al Bambino Gesù: papà dona le cellule

21.12.2018, agg. il 22.12.2018 alle 20:47 - Davide Giancristofaro Alberti
Lei lo lascia, lui si dà fuoco
Lei lo lascia, lui si dà fuoco (Pixabay)

Sono stabili le condizioni di Alessandro Maria Montresor, per tutti ormai semplicemente Alex, il piccolo che ieri ha subito il trapianto di cellule staminali emopoietiche ricevute dal papà. Come riportato dall’Ansa, nei giorni precedenti all’intervento erano stati completati tutti gli screening necessari per identificare, tra i due genitori, quale fosse quello ideale per il bimbo che ha commosso tutto l’Italia. Il piccolo paziente affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH), operato presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ancora in queste ore sta ricevendo migliaia di messaggi di incoraggiamento:”Siamo vicini alla famiglia ed al bimbo,attendiamo buone nuove per il prossimo mese.Questa volta il sevizio sociale ha dimostrato di poter essere veramente utile!Buon Natale, bambino di tutti noi!”. E ancora:”Questo bimbo e la sua famiglia hanno dato tantissima speranza anche ad altre persone in attesa di trapianto, grazie alla campagna social e alle tantissime tipizzazioni che sono state fatte in tutta Italia e nel mondo”. Insomma, Alex simbolo positivo di questo Natale…(agg. di Dario D’Angelo)

PICCOLO ALEX, CONDIZIONI STABILI

E’ in condizioni stabili il piccolo Alex, Alessandro Maria Montresor. A 24 ore dall’intervento subito, il trapianto di cellule staminali emopoietiche donate dal padre, l’edizione online dell’agenzia Ansa aggiorna il quadro clinico del giovanissimo paziente affetto Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH). L’operazione è avvenuta presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dopo il trasferimento da Londra di fine novembre. Come riferito dalla direzione della stessa struttura sanitaria, bisognerà monitorare le condizioni del piccolo Alex, sorvegliando che non insorgano delle complicanze o che lo stesso non rigetti le cellule trapiantate. Indicativamente, come già spiegato dai medici nella giornata di ieri, sarà fondamentale attendere almeno un altro mese, entro la fine di gennaio, affinché si possa dire che Alex abbia completamente “assorbito” le nuove cellule e supportato così l’intervento in maniera perfetta. La vicenda di Alessandro ha colpito al cuore moltissime persone che in queste ore stanno seguendo con apprensione le ultime notizie. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PICCOLO ALEX OPERATO OGGI

La famiglia del piccolo Alex, operato di trapianto al Bambino Gesù, ci tiene a ringraziare tutte le persone che continuano a seguire la vicenda di loro figlio con grande affetto. Il bimbo fu trasferito dal Great Ormond Street di Londra all’ospedale pediatrico della nostra capitale specializzato nel tipo di intervento a cui questi doveva essere sottoposto. Inoltre un pensiero è stato riservato anche al Ministro della Sanità, il Centro Nazionale Trapianti e l’Admo per l’impegno profuso all’interno delle piazze italiane. Inoltre si parla anche dei donatori nuovi e futuri che hanno dato una speranza al bimbo e anche delle aziende le associazioni che hanno sostenuto iniziative di sensibilizzazione alla donazione sia in Italia che all’estero. I genitori di Alex hanno riconosciuto poi l’importanza dei medici e degli infermieri del Bambino Gesù e anche il Sistema Sanitario Nazionale Italiano e il National Health System inglese che hanno reso possibile effettuare questa operazione. (agg. di Matteo Fantozzi)

PAPÀ DONA LE CELLULE

C’è speranza per Alex, Alessandro Maria Montresor, il piccolo di 20 mesi affetto da HLH, linfoistiocitosi emofagocitica. Il bimbo è stato trasferito a fine novembre presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma, dal Great Ormond Street di Londra, e sottoposto ieri a trapianto di cellule staminali emopoietiche. Negli scorsi giorni, come ricorda l’edizione online di Repubblica, erano stati effettuati tutti gli esami necessari sui due genitori, screening necessari per scoprire chi fra mamma e papà fosse il donatore, e alla fine è stato individuato il padre. «Nel corso dell’ultima settimana – fanno sapere i medici del Bambino Gesù di Roma – Alex ha ricevuto la terapia di preparazione al trapianto mirata a distruggere le cellule portatrici del difetto genetico responsabile della patologia. Le cellule del padre, dopo essere state mobilizzate e raccolte dal sangue periferico, sono state opportunamente manipolate e infuse nel bambino nella giornata di ieri». Ora sarà necessario attendere il decorso dei prossimi giorni, spiegano i sanitari, sorvegliando che non insorgano delle complicanze e che le cellule appena trapiantate non vengano rigettate.

PICCOLO ALEX OPERATO AL BAMBINO GESU’ DI ROMA

«Il percorso trapiantologico – chiosano i medici di Roma – potrà dirsi compiutamente realizzato presumibilmente prima della fine del mese di gennaio». La famiglia del piccolo Alex ha chiesto di poter esprimere il massimo riserbo sulle condizioni di salute del figlio, così come fatto fino ad ora, e nel contempo, ha voluto ringraziare tutte le persone che le sono state vicino in questi ultimi mesi, leggasi: «Il Ministro della Sanità ed il suo staff per il sostegno e l’attenzione ricevuti – i ringraziamenti della famiglia – il Centro Nazionale Trapianti e l’Admo per l’impegno profuso nelle piazze italiane; i donatori nuovi e futuri che hanno deciso di dare una nuova speranza a tutte le persone malate ed in attesa di un trapianto di midollo osseo per continuare a vivere; le diverse aziende ed associazioni ed in particolare il Gruppo UniCredit, oltre che per il sostegno che ci ha dato anche per le numerose iniziative di sensibilizzazione alla donazione che ha promosso sia in Italia che all’estero e, non da ultimo per importanza, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, con tutti i medici e gli infermieri assiduamente impegnati nella qualificata e affettuosa assistenza prestata in queste ultime settimane. Rivolgiamo un sentito ringraziamento anche al Sistema Sanitario Nazionale (SSN) Italiano e al National Health System (NHS) Inglese per avere reso possibile un trattamento così medicalmente sofisticato e di altro profilo». Non ci resta quindi che attendere l’evolversi della situazione e incrociare le dita affinché tutto vada per il verso giusto.

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