Vesuvio, Etna e Stromboli: vulcani monitorati/ Eruzione nelle Eolie: giganti di fuoco siciliani sono collegati

Vesuvio, eruzione vulcano: livello di allerta e scenari attesi. Allerta anche in Sicilia: Etna e Stromboli in piena attività, allerta da verde a gialla.

25.12.2018, agg. il 26.12.2018 alle 11:00 - Silvana Palazzo
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Vesuvio, eruzione vulcano: livello di allerta e scenari (Foto: Pixabay)

Dopo l’Etna si è risvegliato anche lo Stromboli, ma l’attenzione è rivolta anche al Vesuvio. Il sistema di monitoraggio dei vulcani italiani prosegue la sua intensa attività e registra la ripresa di quella del vulcano delle Eolie, dove si è verificato un fitto lancio di lapilli. Dopo una riunione del Dipartimento della Protezione Civile è stato disposto quindi il passaggio da livello di allerta verde a giallo, di conseguenza è stata attivata la fase operativa di attenzione, secondo quanto previsto del piano nazionale di emergenza per l’isola di Stromboli. Questo vuol dire che deve esserci anche un raccordo informativo costante tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale della Protezione Civile. Quindi l’Etna chiama e lo Stromboli risponde. Ancora una volta i due giganti di fuoco siciliani eruttano in coro, confermando il collegamento tra loro. Ma attenzione al Vesuvio, del cui possibile risveglio si parla da mesi. (agg. di Silvana Palazzo)

SICILIA, ETNA E STROMBOLI IN PIENA ATTIVITÀ

Il Vesuvio ma non solo: in Sicilia destano preoccupazione l’Etna e lo Stromboli. Come riporta Repubblica, la Protezione Civile passa alla fase di “allerta gialla”: il vulcanologo Salvatore Caffo ha parlato di un collegamento tra i due vulcani siciliani, con la risposta dello Stromboli nelle Eolie strettamente legata al “risveglio” dell’Etna. Lo Stromboli ha ripreso la sua attività caratterizzata dal lancio di lapilli e la Protezione Civile ha reso noto: «La valutazione è basata sulle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e il Dipartimento Scienza della Terra dell’Università di Firenze. L’innalzamento del livello determina il potenziamento del sistema di monitoraggio del vulcano e l’attivazione di un raccordo informativo costante tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CAMPANIA, L’ATTENZIONE RESTA ALTA

Nelle scorse settimane a Pompei si è tenuta una riunione tra i rappresentanti della Protezione civile della Sardegna, i rappresentanti dell’amministrazione locale e quelli della Regione per discutere del programma di evacuazione della popolazione in caso di eruzione del Vesuvio. Vi abbiamo spiegato che il piano prevede il trasferimento in Sardegna nel caso in cui il vulcano si risvegli. Questa notizia ha ovviamente fatto scattare l’allarme sui social al punto tale che l’Osservatorio Vesuviano è intervenuto per fare chiarezza. «A seguito di infondate, errate ed allarmanti notizie apparse su diversi canali social circa la recente attività sismica del Vesuvio si precisa che i terremoti che si stanno verificando al Vesuvio in questi giorni rientrano nella normale attività sismica del vulcano nel suo attuale stato dinamico che si configura in un Livello di Allerta: Base». Quindi, brevi periodi di maggiore sismicità non costituiscono una situazione anomala. Dai dati delle reti di monitoraggio non è emerso alcun cambiamento dello stato di attività del Vesuvio, ma l’attenzione resta ovviamente alta.

VESUVIO, ERUZIONE VULCANO: ALLERTA E SCENARI

Inevitabilmente lo sciame sismico verificatosi a Catania con l’inizio dell’attività eruttiva dell’Etna ha suscitato dei timori per il Vesuvio, ma si tratta di paure infondate e ingiustificate. Eppure nei giorni scorsi, ancor prima che l’Etna cominciasse a scuotere il Catanese, tante telefonate sono arrivate all’Osservatorio Vesuviano. Il direttore, il dott. Giuseppe De Natale, allora è intervenuto per smentire la notizia di una imminente eruzione. «Il Vesuvio è un vulcano attivo, come i Campi Flegrei ed Ischia, quindi non c’è bisogno di alcuna nuova “scoperta” per sapere che prima o poi potrà eruttare; possibile eruzione che però non è sicuramente imminente, visto che non c’è alcun segnale che distingua l’attuale attività da quella degli ultimi 71 anni, ossia quiescenza». E infatti l’ultimo bollettino disponibile, quello di novembre 2018, parla di eventi di bassa energia. Non si osservano deformazioni del suolo riconducibili a fenomeni vulcanici.



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