INTER NAPOLI, ARRESTATO CAPO ULTRÀ NERAZZURRO/ Sergio Mattarella: “Lo sport è altra cosa”

Tifoso morto prima di Inter-Napoli, arrestato il capo ultras della Curva Inter Marco Piovella: l’appello del papà di Belardinelli. Indagato anche il leader dei Viking Nino Ceccarelli

31.12.2018, agg. alle 22:24 - Niccolò Magnani
Inter-Napoli
Caos durante, prima e dopo Inter-Napoli (LaPresse, 2018)

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è espresso sulla violenza negli stadi con riferimento a quanto accaduto durante Inter Napoli col conseguente arresto del capo ultrà nerazzurro. Il Presidente ha parlato in occasione del solito discorso di fine anno, spiegando: “Il modello di vita dell’Italia non può essere quello degli ultras violenti dentro gli stadi di calcio. Sono estremisti travestiti da tifosi che alimentano dei focolai di odio di settore, di discriminazione e di quello che è teppismo. Lo sport vero è un’altra cosa, bisogna contrastare e debellare questi fenomeni“. Sono sicuramente parole importanti nel giorno non solo che chiude il 2018 ma nel quale arriva anche l’ordinanza firmata del Gip di Milano Guido Salvini. Quesit ha riportato dei toni davvero molto duri nei confronti del capo ultras nerazzurro Marco Piovella reo di essere ispiratore degli scontri prima della gara che hanno portato alla morte di Belandrinelli. (agg. di Matteo Fantozzi)

“BELARDINELLI INVESTITO LENTAMENTE”

L’ordinanza firmata dal gip di Milano Guido Salvini riporta toni durissimi e accuse molto gravi nei confronti di Marco Piovella, reo di essere l’ispiratore degli scontri avvenuti prima di Inter-Napoli: «Piovella, quale membro del direttivo della Curva, ha evidentemente un potere di influenza particolarmente rilevante sui tifosi dello stesso ‘subordinati’ sulla base dell’ideologia del ‘cameratismo sportivo’ ed e’ in grado di condizionare le dichiarazioni di coloro che verranno ascoltati dalla pg e dagli inquirenti nel corso delle indagini». Non solo, il capo ultras neroazzurro nel corso degli interrogatori degli scorsi giorni dopo la morte di Daniele Belardinelli avrebbe manifestato «una decisa ed esplicita reticenza rispetto alla ricostruzione dell’organizzazione e dello svolgimento dei fatti», da qui la decisione dell’arresto preventivo. Intanto proseguono ovviamente anche le indagini per risalire all’identità di chi possa aver investito – ancora non si sa se intenzionalmente o meno – il tifoso del Varese che purtroppo ha perso la vita prima del big match del Boxing Day: dalle dichiarazioni di Piovella emergerebbe una novità, «Daniele Belardinelli sarebbe stato, più che travolto, schiacciato lentamente da un’auto scura che gli è passata sopra, a bassissima velocità, con le due ruote della parte destra del mezzo».

IN CARCERE PER OMICIDIO E RISSA

L’arresto dello storico capo ultras dell’Inter Marco Piovella non era “atteso” per la giornata di oggi ma era comunque in “procinto” di decisione da parte dei giudici dopo aver scandagliato diverse testimonianze di chi si trovava all’interno dei feroci scontri prima della partita Inter-Napoli: su richiesta della Procura di Milano, oltre che indagato ora è anche in carcere il leader dei Boys – designer laureato al Politecnico, era noto come “il Rosso” – accusato di omicidio, rissa aggravata, lesioni e getto pericoloso di cose. Insomma, secondo le indagini dei pm Piovella potrebbe essere effettivamente tra coloro che più da vicino hanno partecipato agli scontri e all’agguato in cui ha perso la vita il tifoso Belardinelli. Come incautamente riferito da alcuni, l’arresto del capo ultras dei Boys non è affatto sinonimo che Piovella sia il guidatore del Suv ricercato per la morte dell’ultrà del Varese: il legame tra gli scontri e la morte di Belardinelli è evidente ma ora anche la Procura insiste nel non voler tenere separate le due indagini. Inoltre, Piovella risulta anche denunciato per la violazione del Daspo, misura alla quale era sottoposto.

ARRESTATO CAPO ULTRAS DELL’INTER

Svolta clamorosa nelle indagini per la morte del tifoso Daniele Belardinelli oltre che per quelle sugli scontri avvenuti prima di Inter-Napoli la notte di Santo Stefano a Milano: è stato arrestato Marco Piovella, il capo ultrà della curva interista nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti in Via Novara, quanto un gruppo di “tifosi” assieme ai gemellati del Varese e del Nizza hanno letteralmente assaltato i van dei tifosi napoletani diretti a San Siro per il big match del Boxing Day. Come riporta Tg Com24, «L’arresto è stato disposto su richiesta della Digos della Questura e della procura di Milano sulla base degli elementi raccolti negli ultimi giorni di indagini e di interrogatori»: Piovella, ben noto alle forze dell’ordine, è il capo ultras dei Boys S.A.N. e responsabile delle coreografie da diversi anni nella curva dell’Inter. Il 29 dicembre Piovella si era recato in questura spontaneamente per chiarire la propria posizione dopo che era stato indicato da Luca Da Ros – uno dei primi tre arrestati subito dopo gli scontri che hanno portato alla morte del tifoso varesino investito da un’auto pirata – come l’ispiratore dell’agguato ai tifosi napoletani.

L’APPELLO DEL PADRE DI DANIELE BELARDINELLI

Secondo quanto raccolto da Repubblica, tra gli indagati oltre a Piovella ci sarebbe anche Nino Ciccarelli, altro storico esponente del tifo interista: fondatore della tifoseria dei ‘Viking‘ nel 1984, ha numerosi precedenti di guai giudiziari con già 12 anni di carcere e ben 5 anni di ‘Daspo’. Ricordiamo che proprio Ciccarelli venne coinvolto negli scontri dove morì il tifoso dell’Ascoli Nazareno Filippini: venne prima arrestato per l’omicidio poi però assolto e definitivamente prosciolto. Non vi sono invece novità per gli altri tre tifosi dell’Inter rimasti in carcere, ovvero Francesco Baj e Simone Tria (oltre ovviamente a Da Ros): secondo il Gup infatti, se fatti uscire «potrebbero concorrere alla dispersione di elementi probatori indispensabili per lo sviluppo delle indagini, e al condizionamento dell’acquisizione di ulteriori prove». Intanto arriva questa mattina un nuovo appello del papà di Daniele Belardinelli che chiede alla persona che lo ha investito di consegnarsi alla giustizia: «si costituisca, lo faccia per noi e per mio figlio», spiega disperato l’uomo in un video messaggio su Facebook mentre la polizia continua ad indagare sul proprietario del Suv che avrebbe investito proprio l’ultras Belardinelli, presente sul luogo degli scontri probabilmente come parte attiva contro gli ultras napoletani.

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