Genova, uccise la moglie in via Fillak: 16 anni di carcere/ Condannato Gamboa: famiglia della vittima delusa

Genova, uccise la moglie in via Fillak: 16 anni di carcere. Condannato Gamboa: famiglia della vittima delusa dopo la sentenza

05.12.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
Angela Jenny Reyes Coello uccisa dal marito
Angela Jenny Reyes Coello

16 anni di carcere per l’uomo che pochi mesi fa uccise la moglie in quel di Genova. L’operaio edile 52enne, Javier Pareja Gamboa, aveva ammazzato lo scorso mese di aprile la moglie Angela Jenny Reyes Coello, nel suo appartamento di via Fillak, nel quartiere Certosa, vicino al ponte Morandi. La sentenza è arrivata questa mattina, emessa dal giudice Silvia Carpanini, ed è un verdetto definitivo visto che l’uomo è stato processato con il rito abbreviato, e non vi è possibilità di ricorrere in appello. Tutt’altro che soddisfatta la famiglia della vittima, anche perché il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 30 anni di carcere, quasi il doppio rispetto a quella comminata: «Non nascondiamo che per la famiglia è una grande tristezza – le parole di Giuseppe Gallo, l’avvocato che ha assistito il figlio di Gamboa e di “Nena”, costituitosi come parte civile – ottenere una condanna a 30 anni sarebbe stato. D’altro canto, il risultato è talmente eclatante che neppure l’imputato ha deciso di proporre appello contro la sentenza».

GENOVA, UCCISE MOGLIE IN VIA FILLAK: 16 ANNI

L’omicidio della povera Angela Jenny risale allo scorso 8 di aprile, quando la donna venne appunto ammazzata nella sua abitazione. Ma il corpo era stato trovato dalla coinquilina solamente tre giorni dopo, di ritorno dal lavoro. A ucciderla fu appunto il marito, che dopo una lite per gelosia ha sferrato un fendente mortale alla sua vittima. Preso dal panico, Gamboa è scappato, ed è stato ritrovato tre giorni dopo a Voltri, in via delle Fabbriche, confessando l’omicidio. «Lei mi tradiva e mi umiliava – aveva detto – mi aveva fatto tornare dicendo che avrebbe chiuso con il suo amante. E invece lui era stato con lei la sera prima. Quando ne abbiamo iniziato a discutere lei mi ha provocato, insultato e umiliato. Io ho perso la testa e l’ho uccisa».



© RIPRODUZIONE RISERVATA