Strage Capaci, Costanza “voglio verità”/ Autista Falcone “ucciso per sua nomina di procuratore capo antimafia”

- Emanuela Longo

Strage Capaci, Giuseppe Costanza, autista di Giovanni Falcone: “voglio la verità, magistrato ucciso per sua nomina di procuratore capo antimafia”

Strage Capaci
Strage Capaci (Wikipedia)

Giuseppe Costanza, autista e uomo di fiducia di Giovanni Falcone, il magistrato antimafia morto nella strage di Capaci il 23 maggio 1992 per mano di Cosa nostra è tornato a parlare. Come spiega Repubblica.it, lo ha fatto nel corso di un incontro organizzato dall’associazione culturale Echo Events presso la scuola Marco Polo di Bari, durante il quale Costanza ha parlato direttamente ai giovani studenti: “Voglio la verità che ancora non c’è”, ha commentato parlando della strage di Capaci nella quale rimasero coinvolti anche la moglie di Falcone, Francesca Morvillo, e i tre agenti della scorta. Tra i 23 feriti anche lo stesso autista Giuseppe Costanza, il quale però oggi può tornare a dire la sua ed a chiedere giustizia su un fatto di cronaca tra i più bui del nostro Paese. “Non sono mai stato ascoltato da nessuna commissione antimafia”, ha aggiunto nel corso del suo intervento parlando agli studenti. Poi ha rivelato cosa avrebbe portato alla morte del magistrato antimafia.

STRAGE CAPACI, COSTANZA “ECCO PERCHÉ FALCONE FU UCCISO”

La strage di Capaci aveva un obiettivo preciso: uccidere il magistrato Giovanni Falcone. “L’uccisione di Falcone è legata alla sua nuova nomina di procuratore capo antimafia”, ha rivelato Costanza raccontando che tornando da Roma, una settimana prima dell’attentato, gli disse “E’ fatta. Io sarò il procuratore nazionale antimafia e ci muoveremo con un piccolo elicottero chiamato Moschito”. Secondo l’autista di Falcone, fu proprio quella nomina ad essergli costata la vita poichè il giudice aveva manifestato l’intenzione di “ricomporre il pool antimafia per ricominciare indagini vietate”, e perché “un pool composto da più persone non è minacciabile e corruttibile”. Dopo la strage di Capaci, Costanza si sentì totalmente isolato. L’unico che lo andò a trovare fu il giudice Borsellino. Rispondendo poi ad alcune domande dei giornalisti, l’uomo ha dichiarato a margine dell’incontro nell’istituto scolastico: “La mafia non è quella che ti spara. La mafia è quella che organizza e usa la manovalanza per ucciderti. Quella è mafia. Io ritengo che ci siano ancora altri individui da individuare”.



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