Ratzinger chiamò Papa Francesco dopo il Conclave/ Benedetto XVI: “prometto la mia totale obbedienza”

- Niccolò Magnani

Joseph Ratzinger chiamò Papa Francesco dopo il Conclave: il Papa Emerito Benedetto XVI spiegò commosso a Bergoglio, “prometto fin da ora la mia totale e sconfinata obbedienza”

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Papa Francesco con Joseph Ratzinger (LaPresse)

Era l’11 febbraio 2013 quando la Chiesa venne “sconvolta” da un annuncio divenuto storia. Un Papa, l’allora Benedetto XVI, si dimette in diretta annunciando di non avere più le forze per portare avanti un così gravoso compito come quello di testimoniare il Vangelo di Cristo in tutto il mondo, preferendo il ritiro a vita privata e nella più profonda preghiera con amore incessante verso la Chiesa di Gesù. Erano cinque anni fa e Vatican News ha deciso in questa occasione di intervistare chi fu tra gli uomini più vicini a Papa Ratzinger in quei giorni incredibili e sconvolgenti. «Io ho portato con me il portatile, arriva questa telefonata e passo il telefono a Papa Benedetto e lo sento dire: “Santità, fin d’ora prometto la mia totale obbedienza e la mia preghiera”. Sono momenti che io non posso dimenticare..», a raccontarlo è monsignor Alfred Xuereb, oggi segretario generale della Segreteria per l’Economia, già segretario particolare di Benedetto XVI (2007-2013) e poi nei primi mesi di Francesco. Quelle sono state le prime storiche parole che un Papa Emerito rivolse al suo successore appena nominato Pontefice e Vescovo di Roma. Xuereb era a Castelgandolfo con Joseph Ratzinger che con intensità fortissima seguì tutti i momenti del Conclave per la propria successione fino ad esplodere in gioia nel vedere davanti a sé un nuovo Papa “più in forze” per continuare il Magistero di Cristo in Terra. «Tra di voi c’è anche il futuro Papa a cui prometto la mia incondizionata riverenza e obbedienza», lo aveva detto qualche giorno prima nel suo ultimo incontro con i Cardinali poco prima del Conclave del 2013.

IL CLAMOROSO GESTO DI RINUNCIA

Un Papa che veniva lontano incontrava così un Papa teologo che in molti hanno erroneamente considerato un Pontefice “poco amato dalla gente”. Tutt’altro e ancora in questi giorni davanti alla notizia di un Benedetto XVI con sempre meno forze (ma ancora tanta lucidità, come dimostra la lettera di due giorni fa al Corriere della Sera) sono tantissimi i fedeli che si sono commossi davanti alla straordinaria testimonianza di questo anziano ma centralissimo protagonista degli ultimi 50 anni di Chiesa Cattolica. Il monsignore racconta quel 5 febbraio quando Benedetto comunicò ai suoi collaboratori la storica decisione: «A me, lì per lì, quasi veniva spontaneo di chiedergli: “Ma perché non ci pensa un po’?”. Ma poi mi sono trattenuto perché ero convinto che aveva pregato a lungo. Anzi, proprio in quel momento mi è venuto alla mente un particolare. C’era un periodo abbastanza lungo, quando lui, in sacrestia, prima di iniziare a celebrare la messa nella cappella privata, rimaneva a lungo in preghiera; e nonostante i rintocchi dell’orologio che segnava l’ora dell’inizio della messa, lui ignorava questo e rimaneva raccolto davanti al crocifisso che c’è nella sacrestia. Ero convinto, allora, che stesse pregando per qualcosa di molto importante». Papa Benedetto XVI ha sempre raccontato, e Xuereb lo conferma nell’intervista a Vatican News, che la sua decisione, seppur sofferta e importante è arrivata con la serenità di chi dice di “Sì” al Signore: «l suo travaglio lo aveva già fatto. Lui era sereno proprio perché era sicuro di aver vagliato bene la cosa e che era nella pace, nella volontà di Dio!», spiega il monsignore ed ex segretario di Ratzinger.

L’INCONTRO CON IL SIGNORE

Secondo Xuereb, Benedetto ha fatto un gesto eroico e completamente contro “tendenza” di cui la Chiesa dovrebbe per sempre essergli grata: «Ha fatto un atto eroico, secondo me, perché pensava piuttosto alla Chiesa, all’amore per la Chiesa che era molto più grande dell’amore per se stesso, per il suo ego. Non ha badato a quello che persone o ambienti potevano dire sul suo conto, che magari non aveva il coraggio di andare avanti… Lui sempre è rimasto sereno, una volta che ha capito che Dio gli ha chiesto di fare questo atto di governo, amando più la Chiesa che se stesso». Curioso un aneddoto raccontato dal segretario, ovvero il ritardo di Papa Francesco nel presentarsi davanti alla Loggia dopo il Conclave: stava chiamando Benedetto XVI per salutarlo, ma lo stesso Papa Emerito era insieme ai suoi collaboratori davanti alla tv con il telefono silenziato e non sentì nulla! Francesco chiese poi dopo cena a Benedetto XVI perché non avesse risposto, scherzando, e il Papa tedesco quasi commosso disse, «Santità, fin d’ora prometto la mia totale obbedienza e la mia preghiera». Si profila l’incontro con il Signore per Ratzinger, racconta Xuereb, come del resto ha confermato lo stesso Papa Emerito nella lettera al Corriere anche se tutti in realtà speriamo che il Signore ce lo conservi ancora a lungo per trasmettere tutta la testimonianza lucida e sana di un amore incondizionato a Dio e al suo creato. «La scelta di vivere una vita ritirata è stata presa proprio per poter prepararsi all’incontro finale con il Signore, ma mentre fa questo lo vive con profonda spiritualità, offrendo preghiere e offrendo anche la fragilità della sua condizione di salute a favore della Chiesa, per il Papa e per la Chiesa», conclude l’ex segretario degli ultimi due Pontefici.

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