JACK LO SQUARTATORE RUSSO/ “Marito perfetto” ed ex poliziotto: ha ucciso e fatto a pezzi 19 donne

- Paolo Vites

Tra il 1998 e il 2005 ha ucciso 19 prostitute squartandole a pezzi, era un poliziotto russo sposato con una belissima donna di successo, ecco di cosa si tratta

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Immagine di archivio

C’è qualcosa che non va, evidentemente, tra i poliziotti russi. Si tratta infatti del secondo caso in pochi anni di un ex poliziotto di cui si scopre essere un serial killer. Nel 2015 Mikhail Popkov fu condannato per l’uccisione di 22 donne, ma l’uomo ha confessato di averne uccise almeno 60. Il soprannome che gli avevano dato le autorità mentre erano impegnate a dargli la caccia era quello di Uomo Lupo. Adesso invece è la volta del Jack lo squartatore russo, perché il secondo ex poliziotto arrestato e sotto processo oltre a uccidere le donne (tutte prostitute) le squartava a pezzi proprio come il leggendario serial killer londinese. Even Chuplinsky, definito dalla bellissima moglie Vera, una dentista di successo, “il classico marito affettuoso e perfetto”, 52 anni, ex poliziotto poi tassista, ha tenuto una doppia identità per anni compiendo crimini orribili., per quasi dieci anni, dal 1998 al 2005. Uccideva prostitute, perché le definiva “un male per la società” di età compresa fra i 18 e i 31 anni, dopo di che con un coltello le faceva a pezzi, tagliando via loro il seno, le braccia, le gambe che poi gettava per la strada dopo aver inciso sopra dei simboli satanici per sviare le indagini, cercando di far credere che fosse opera di qualche gruppo satanista.

L’uomo è stato arrestato dopo una gigantesca indagine tramite il dna che ricorda quella fatta per trovare l’assassino di Yara Gambirasio: a circa 5mila uomini è stato chiesto di testare il loro dna, 8mila persone sono state interrogate e 300 analisi forensiche sono state eseguite. Alla fine, il dna di Chuplinsky è stato l’unico che compariva sulle vittime. Lui si è difeso dicendo che aveva rapporti sessuali con molte prostitute, poi ha ammesso che le frequentava anche da poliziotto perché utili informatrici sui casi su cui indagava. Alla fine ha ammesso di essere il colpevole spiegando come uccideva le sue vittime, anche se adesso, a pochi giorni dalla sentenza, si è dichiarato innocente. L’accusa ha chiesto per lui l’ergastolo in un carcere a regime duro.



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