ALFIE EVANS, “NUTRIMENTO ASSISTITO RIATTIVATO DOPO 36 ORE”/ Il prete che lo segue: “si riallena a respirare”

Alfie Evans, respira da solo ma il giudice ha deciso: “può andare a casa, no al trasferimento in Italia”. Nuovo ricorso dei genitori, “dateci libertà di portarlo a Roma”. Lotta per la vita

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Alfie Evans (2016-2018) (LaPresse)

La novità giunta poco fa dall’Inghilterra vede la decisione dei medici del Liverpool Alder Hey di riattivare e riattaccare il macchinario per il nutrimento assistito al piccolo Alfie Evans, dopo ben 36 ore di assenza: lo ha spiegato papà Tom in una breve intervista all’ITV, aggiungendo che le speranze sono ancora vive proprio come il loro bimbo lottatore. «Alfie ha resistito senza nutrimento assistito per oltre 36 ore», dice orgoglioso il padre che da mesi assiste giorno dopo giorno quel bimbo tanto meraviglioso quanto discusso. Intanto importante è l’intervista rilasciata a Tv2000 dal sacerdote italiano che da tempo segue da vicino la famiglia Evans dopo i vari appelli pro-vita lanciati dai genitori Tom e Katie: si chiama Don Gabriele Brusco e in questi giorni è quasi sempre dentro alla stanza dell’ospedale per accompagnare nella preghiera la famiglia di Alfie (non particolarmente praticanti, ma hanno riscoperto la forza della fede nel momento di massima necessità). «Quando è stato disintubato praticamente Alfie doveva morire. Avevano 6 ore di tempo nel sistema inglese per farlo morire. E lui non è morto. Per questo sono stati obbligati a ridargli l’alimentazione e l’acqua. Ora Alfie sta lì, sta bene ma è debole poiché non è stato abituato a respirare da solo per vari mesi perchè attaccato al respiratore artificiale. Si sta riallenando a respirare». Ha poi aggiunto che i genitori di Alfie desiderano che lui metta spesso la mano sulla testa del bimbo per benedirlo e per pregare con lui: «Qui ci sono tanti orsacchiotti, croci e rosari. Prima c’era anche un divano che è stato tolto e stanotte il papà Thomas ha dovuto dormire per terra nella stanza». QUI LE ULTIME NOTIZIE SU ALFIE EVANS E L’UDIENZA IN CORSO

L’AEREO PER L’ITALIA RESTA IN PISTA

I genitori di Alfie Evans non si arrendono: hanno annunciato nuovo ricorso in appello contro la decisione di ieri dell’Alta corte britannica di vietare il trasferimento del piccolo da Liverpool ad un ospedale italiano. Intanto il bimbo di 23 mesi, affetto da una malattia neurodegenerativa, continua a respirare, con la spina ormai staccata, nella sua stanza dell’Alder Hey Hospital. Il giudice Anthony Hayden ha chiesto ai medici di valutare la possibilità di far tornare a casa il bambino, ma non ha aperto alcun spiraglio all’istanza di trasferimento in Italia, né al Bambin Gesù di Roma né al Gaslini di Genova, entrambi pronti a garantire quell’assistenza che i medici di Liverpool considerano «inutile». Oggi pomeriggio sono attesi aggiornamenti. Come riportato dal Fatto Quotidiano, l”aereo ambulanza messo a disposizione dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti, resta sulla pista. Il Vaticano invece continua a tessere la sua tela. Il nodo però sembra inestricabile: per le autorità britanniche la cittadinanza italiana non cambia il fatto che Alfie Evans resta anche un suddito del Regno Unito, quindi soggetto delle sentenze delle corti di Sua Maestà e delle valutazioni dei medici dell’ospedale in cui è ricoverato. Loro intanto fanno sapere che «ci vorranno almeno 3-5 giorni» per la loro valutazione, sempre che Alfie Evans sopravviva con il solo ausilio dell’idratazione e bombole d’ossigeno. (agg. di Silvana Palazzo)

NUOVO RICORSO GENITORI IN ALTA CORTE

È stato un “no categorico” quello di ieri sera, eppure i genitori non si arrendono e hanno presentato nuovo ricorso dopo la decisione del giudice Hayden in Alta Corte che ha vietato il trasferimento in Italia, ammettendo però la possibilità che possa tornare a casa. Sentirsi direi ieri a Manchester «non è possibile portarlo in Italia per i migliori interessi del bambino» ha fatto di nuovo saltare i nervi ai già provati Thomas e Kate che in accordo con i propri avvocati hanno presentato nuovo appello. Come riporta la Bbc, l’udienza è fissata per questo pomeriggio con lo stesso giudice d’Appello che in precedenza aveva autorizzato venisse staccata la spina dei macchinari di respirazione per il piccolo Alfie Evans. «Lasciateci portare nostro figlio in Italia, dateci la libertà di farlo», fanno sapere ancora i genitori tramite le associazioni a sostegno della battaglia di Alfie: ieri davanti all’Alta Corte hanno di nuovo fare sapere – tramite gli avvocati – di come stanno passando queste ultime ore del bimbo. «Continua a lottare per la vita e ogni tanto dobbiamo aiutarlo con la respirazione bocca a bocca quando le sue labbra diventano viola». La lotta prosegue e le speranze, sebbene minime, ci sono ancora… (agg. di Niccolò Magnani)

IL “NO” CATEGORICO DEL GIUDICE AL TRASFERIMENTO

Anthony Hayden, il giudice dell’Alta Corte britannica, ha chiesto ai medici dell’ospedale Alder Hey di Liverpool, dove è ricoverato il piccolo Alfie Evans, di valutare se sia il caso o meno che lo stesso bambino, affetto da una patologia neurologica degenerativa sconosciuta, venga riportato a casa dai genitori. Nessun apertura invece per quanto riguarda il possibile trasferimento in Italia. Alfie è stato riconosciuto quest’oggi cittadino italiano, e l’ospedale Bambin Gesù di Roma, e il Gaslini di Genova, avevano dato la propria disponibilità per fornire cure 24 ore su 24 allo stesso Alfie. Peccato però che il giudice inglese abbia rimandato al mittente questa proposta, chiudendo l’udienza di oggi con la frase «l’ultimo capitolo nella storia di questo straordinario bambino». I genitori speravano, tramite legali, di riesaminare il caso “Italia”, ma tale verdetto non ammette repliche. Vedremo come proseguirà questa vicenda, intanto Alfie sta rispondendo da vero guerriero, essendo ormai svariate ore che respira da solo senza l’uso di macchinari specifici. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ALFIE EVANS E’ UN CITTADINO ITALIANO

Dalle ore 15 è ufficiale: Alfie Evans ha cittadinanza italiana, per decisione del Consiglio dei Ministri del Governo uscente, su proposta del ministro Marco Minniti (Interni) e Angelino Alfano (Esteri). Con questo comunicato ufficiale del CdM, la possibilità di una svolta sul caso di Alfie si fa consistente: «Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Marco Minniti, ai sensi dell’art. 9, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, ha deliberato il conferimento della cittadinanza italiana ad Alfie EVANS, nato a Liverpool (Gran Bretagna) il 9 maggio 2016, in considerazione dell’eccezionale interesse per la Comunità nazionale ad assicurare al minore ulteriori sviluppi terapeutici, nella tutela di preminenti valori umanitari che, nel caso di specie, attengono alla salvaguardia della salute». Nel frattempo, mentre l’Alta Corte di Manchester è ancora riunita per le prossime decisive decisioni sul caso, gli ospedali del Bambin Gesù di Roma e del Gaslini di Genova hanno confermato la loro piena disponibilità fin da subito a ricevere il piccolo bimbo per i trattamenti di cura e assistenza 24ore su 24. Sulla vicenda, interviene anche il capo della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinal Gualtiero Bassetti che si rivolge direttamente alla Corte europea e ai giudici inglesi per esprimere tutta la perplessità per la “gestione” della vicenda umana e giudiziaria: «fa dispiacere questa chiusura, che ci si appelli addirittura a dei principi giuridici per non salvare una vita, o per lo meno per non fare di tutto per salvare una vita», aggiungendo poi ancora «Di fronte all’apertura del Papa e di fronte alla apertura dell’Italia che è arrivata a dare la cittadinanza a questo bambino, trovare delle chiusure giuridiche è un modo di ragionare per lo meno contradditorio e illogico. Se poi ci si mette sul piano della carità e del rispetto della persona umana, allora diventa incomprensibile». (agg. di Niccolò Magnani)

UDIENZA IN CORSO A MANCHESTER

Si sta svolgendo proprio in questi minuti presso l’Alta Corte di Manchester, alla presenza dei genitori, dei vertici e dei dottori dell’ospedale Alder Hey, quella che potrebbe essere l’udienza decisiva per conoscere la sorte del piccolo Alfie, il bimbo di due anni affetto da una grave malattia neurodegenerativa e a cui, da diverse ore, sono state staccate le macchine che lo tenevano in vita. Dopo le proteste dei genitori a seguito del distacco del respiratore, al bambino è stato fornito “acqua e ossigeno” e adesso c’è da capire se verrà presa in considerazione la richiesta ufficiale da parte del Governo italiano di trasferire il piccolo con un volo speciale nel nostro Paese per poter essere curato, attraverso una cura sperimentale, presso la struttura pediatrica Bambin Gesù di Roma. Intanto, il padre (che come sua moglie sarà presente all’udienza) comunica costantemente con la stampa britannica e ha spiegato che Alfie non sta soffrendo: “Dicono che soffre? Beh, guardatelo ora: non ha nemmeno un respiratore e non sta affatto soffrendo” ha detto il signor Evans, confermando che per adesso il suo piccolo è sotto ossigeno: “Non sta cambiando certo il suo modo di respirare, ma almeno stanno ossigenando il suo corpo” ha detto. Adesso non resta che aspettare la nuova decisione dell’Alta Corte. (agg. R. G. Flore)

ISS, “METODI DISUMANI”

Colpo di scena: dopo che Alfie Evans è rimasto in vita a respirare da solo (e con l’aiuto del bocca a bocca dei genitori nelle prime ore) per oltre 10 ore, l’Alta Corte britannica ha deciso di fissare una nuova udienza alla luce degli ultimi sviluppi. Il giudice d’appello ha dunque convocato a Manchester oggi pomeriggio (alle 16.30 ore italiane) la nuova seduta per decidere sulla richiesta ufficiale del Governo italiano di trasferire in Italia il piccolo bimbo per poter essere curato e trattato nelle strutture dell’ospedale Bambin Gesù di Roma. Per volontà del giudice Anthony Hayden – che giorni fa aveva firmato il decreto di staccare la spina al piccolo Alfie Evans – sono convocati i rappresentanti legali di tutte le parti, inclusa la famiglia e l’ospedale Alder Hey di Liverpool. Roma spera, i genitori pure e altre tappe vedono ancora il bimbo al centro di un caso diplomatico ormai internazionale, come lo era stato per il piccolo Charlie Gard. Nel frattempo, non sono poche le critiche che arrivano da illustri medici che Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che in una nota fa sapere che «Ci sono tanti modi piu’ umani di gestire questa situazione e’ i modi con cui i colleghi inglesi lo hanno fatto sono scioccanti e anche un po’ disumani, stanno ovviamente molto attenti ai costi». Non solo, secondo il responsabile dell’Iss la decisione dei medici inglesi è spesso troppo legata ad una rigidità “formale” e «legate a criteri economico-gestionali». 

SCONTRO ITALIA-UK SU “MIGLIORE INTERESSE”

Gli hanno staccato il ventilatore e macchinari perché era ’il miglior interesse di Alfie”: ma ora, dopo mezza giornata, quel piccolo lottatore è ancora vivo e respira da solo, come riferiscono i genitori accanto a lui 24ore su 24 per sostenerlo fino all’ultimo. Ma qual’è il migliore interesse per Alfie? La domanda non è così banale come sembra e non può rimanere in una mera “sfida” tra pro-Life e pro-Eutanasia. Lo hanno fatto bene capire i medici italiani dell’ospedale del Vaticano che spingono e lottano per poter ottenere il trasferimento ma rimettendosi sempre alla “diplomazia giuridica e politica”. Lo ha fatto fatto ben capire il Papa e gli stessi genitori che hanno attraversato un’autentica Odissea per trovare qualcuno che con obiettività guardi a quel bimbo ancora non condannato alla morte (visto che respira da solo), se non dai giudici inglesi ed europei. È in atto uno scontro tra Italia e Regno Unito proprio su questo “migliore interesse” con il Governo Gentiloni schierati nel dare una possibilità al bimbo e alla sua famiglia, anche mettendo a disposizione un’aereo della difesa col Ministro Pinotti.

Ma è sempre a quella risposta che bisogna dare un senso e scatenare una riflessione che non può essere “estremista” come invece stanno facendo proprio i giudici che dovrebbero tutelare l’ordine e la “parità” di giustizia e trattamenti per tutti. Lo dice bene Roberto Colombo, nostro collaboratore e docente di Medicina membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita, in un articolo sul sito della Diocesi di Milano: «Gli inglesi chiamano «l’accanimento terapeutico» con il termine therapeutic obstinacy («ostinazione terapeutica»). In questo caso, si potrebbe parlare di «ostinazione anti-curativa». Questo è il contrario delle autentiche «cure palliative», che prevedono di prendersi cura del paziente inguaribile fino all’ultimo istante della sua vita, senza procurare anzitempo la sua monte con una eutanasia omissiva. La medicina ha bisogno di essere liberata da una ideologia mortale che nega in radice la sua vocazione al servizio della vita». 

CONTINUA PRESIDIO FUORI DALL’OSPEDALE

Alfie Evans sopravvive dopo il distacco del respiratore: il bimbo inglese continua a lottare nonostante lo stop ai macchinari imposto dalla direzione sanitaria dell’ospedale Alder Hey e sono ore importanti per la diplomazia italiana, al lavoro per portare il piccolo in Italia e riprendere le cure palliative. Il Bambin Gesù di Roma ha dato la sua disponibilità immediata e sono attesi aggiornamenti a stretto giro di posta. Fuori dall’ospedale pediatrico di Liverpool, come sottolinea l’Huffington Post, continua il presidio di manifestanti e attivisti che affiancano la battaglia dei genitori del piccolo Alfie, decisi a garantire finchè possibile le cure al figlio. L’ospedale ha comunicato attraverso un tweet sulla pagina ufficiale che non rilascerà ulteriori aggiornamenti sulle condizioni di salute del bambino per “rispetto della sua privacy e quella della sua famiglia”. Anche in Italia, a partire dall’ambiente politico, spingono per il trasferimento di Alfie per proseguire la battaglia contro la malattia: attese novità nelle prossime ore. (Agg. Massimo Balsamo)

BAMBIN GESU’: “PRONTI A PORTARLO A ROMA”

Potrebbe essere l’Italia a concedere una speranza di vita ad Alfie Evans, il bambino inglese affetto da una grave malattia neurodegenerativa che è riuscito a resistere per 9 ore senza l’ausilio del respiratore artificiale come deciso dai giudici di Liverpool. Adesso che l’erogazione dell’ossigeno è stata nuovamente autorizzata è l’ospedale Bambin Gesù di Roma a proporsi per dare seguito alla volontà dei genitori, che sperano di poter curare loro figlio in Italia. Un primo passo importante è stato fatto nella giornata di ieri, con il nostro governo che ha deciso di dare la cittadinanza italiana al piccolo Alfie. Ora sono in corso i colloqui anche a livello diplomatico per capire se il trasferimento del bambino nella Capitale sarà realmente possibile. Intervistata da Radio 24, il presidente dell’ospedale Mariella Enoc ha spiegato:”In questo momento Alfie ha un respiratore. L’Equipe del Bambino Gesù è pronta per partire con un aereo fornito dal ministro Pinotti. Ho parlato con Thomas, il padre di Alfie. In questo momento Alfie ha la mascherina per l’ossigeno, però c’è bisogno di trasportarlo. Ho parlato con l’ambasciatore Trombetta a cui ho detto che la nostra equipe è allertata e pronta a partire in pochi minuti”. (agg. di Dario D’Angelo)

I GENITORI PRATICANO RESPIRAZIONE BOCCA A BOCCA AL PICCOLO ALFIE

Hanno praticato la respirazione bocca a bocca per diverse ore dopo il distacco del respiratore: così i genitori hanno provato a dare una chance in più al piccolo Alfie dopo l’appello di Papa Francesco, del governo italiano e di tante comunità cattoliche (e non) sparse in Europa. L’associazione Steadfast onlus che da mesi segue da vicino la battaglia del piccolo bimbo inglese ha fatto sapere che i medici erano del tutto esterrefatti nel vedere sia i genitori così amorevolmente testardi nel dare una nuova possibilità al figlio in attesa delle decisioni internazionali e soprattutto quella piccola vita che contro tutto e tutti è rimasta tale anche senza il respiratore. In un primo momento in medici si sono rifiutati di dare l’ossigeno poi però, vedendo la tempra del piccolo, hanno acconsentito e ora la mamma scrive su Facebook: «Ad Alfie è stato assicurato l’ossigeno e l’acqua! È sorprendente. Non importa cosa accadrà, ha già dimostrato che i medici si sbagliano. Come appare bello il mio piccolo…». La storia incredibile continua e le prossime ore saranno decisive per capire la sorte del piccolo grande Alfie.. (agg. di Niccolò Magnani)

“DOPO 9 ORE È ANCORA VIVO”

Alfie Evans, staccato il respiratore: nuovi aggiornamenti sulle condizioni del bimbo inglese gravemente malato. I suoi genitori, come vi abbiamo raccontato ieri, vorrebbero dare una ultima opportunità al proprio figlio, colpito dalla misteriosa epilessia mioclonica progressiva, mentre i medici dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool hanno deciso di staccare la spina. Nei giorni scorsi è arrivata la decisione della Corte europea dei diritti umani, che ha respinto il ricorso dei genitori: la procedura di sospensione delle cure è stata messa in atto. Non sono mancate le proteste: numerosi manifestanti hanno tentato di dare l’assalto alla clinica, mentre sul web si è creato un vero e proprio movimento a sostegno di Alfie. I genitori del bimbo avrebbero voluto portarlo al Bambin Gesù di Roma per proseguire le cure palliative e il Governo è intervenuto in tal senso, concedendo la cittadinanza al piccolo. Soddisfatta Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: “È uno di quei giorni in cui ti ricordi che la politica può farti fare grandi cose. Da mamma, da italiana e da presidente di partito ringrazio di cuore il presidente del Consiglio Gentiloni e i ministri Alfano e Minniti per aver accolto il mio appello e aver deciso di concedere la cittadinanza italiana ad Alfie Evans: questo permetterà di aprire uno spiraglio per consentire al piccolo di venire in Italia ed essere accolto in una delle nostre strutture ospedaliere. Ai genitori Thomas e Kate il nostro abbraccio con l’augurio di poterli vedere presto nella nostra Nazione”, le sue parole su Facebook.

ALFIE EVANS: STACCATO IL RESPIRATORE

Nonostante il respiratore sia stato staccato, Alfie Evans vuole continuare a vivere: il suo cuore batte ancora e respira da solo, come sottolineato dai suoi genitori su Facebook. La mamma del piccolo ha postato sul social network una foto con Alfie con il capo sulla sua spalla mentre riposa. I medici dell’ospedale pediatrico di Liverpool ieri sera, verso le ore 22, hanno staccato lo spina dopo averlo sedato, aspettando che giungesse la morte. Ma Alfie Evans si sta dimostrando più forte di quanto i medici pensavano. Nelle ultime ore il console e l’ambasciatore italiano hanno tentato di evitare in tutti i modi la fine dei trattamenti sanitari, senza però riuscirci. La respirazione di Alfie Evans, sottolinea Il Messaggero, prosegue senza l’aiuto delle macchine: gli è stato somministrata l’acqua e una mascherina di ossigeno per aiutarno. Alfie Evans continua a vivere e la sua forza costringerà i giudici britannici a cambiare il percorso legale previsto: con la cittadinanza italiana, potrebbe essere trasportato in Italia (al Bambin Gesù di Roma o al Gaslini di Genova), con i suoi genitori pronti a lottare fino all’ultimo.

Almost 7 hours and he’s still breathing!!! What a true fighter????

Un post condiviso da ????Alfie Evans Official Page???? (@alfiesarmy) in data: Apr 23, 2018 at 7:52 PDT



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