Caravaggio, la Natività rubata/ Quella volta che il ladro (per un attimo) si commosse davanti alla bellezza

Un quadro di Caravaggio, uno dei suoi massimi capolavori, venne rubato nel 1969 a Palermo e da allora non è mai stato ritrovato. Ecco la storia di quanto successe

20.05.2018 - Paolo Vites
Caravaggio_Nativity
Particolare dle quadro rubato

E’ nella lista dei dieci capolavori d’arte più ricercati al mondo, ma difficilmente si potrà mai recuperare. La Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, del più grande pittore del Seicento, Caravaggio, ha subito una sorte orribile, quella che nessun quadro dovrebbe mai subire: dopo essere stato rubato, venne tagliato e diviso in quattro pezzi, l’unico modo che avevano i criminali per rivendere un pezzo d’arte dal valore troppo alto perché chiunque, almeno a quei tempi, potesse comprarlo. Oggi è valutato circa 30 milioni di euro, ma nonostante le ricerche nessuno è in grado di risalire ai quattro disgraziati acquirenti, milionari che hanno pagato il loro pezzo di tela solo per dire “possiedo un pezzo di Caravaggio”. Nessuna opera d’arte si può dividere, è un crimine. Era la notte tra il 17 e il 18 ottobre del 1969 quando la Natività venne trafugata dall’oratorio della chiesa di San Lorenzo a Palermo, un gesto la cui responsabilità ricade su chi vergognosamente non aveva saputo dotare l’opera di sistemi di sicurezza adeguati. Nello stile del celebre pittore, la nascita di Cristo è vista con il suo tipico drammatico realismo, con attenzione, come sempre era per il pittore, ai poveri e ai reietti: “I santi, le madonne del Caravaggio hanno le fattezze degli emarginati, dei poveri che egli bene aveva conosciuto durante il suo peregrinare e fuggire in lungo e in largo per l’Italia”. Nel quadro appare, ovviamente fuori tempo cronologico, San Francesco, probabilmente in segno di tributo all’oratorio che ai tempi del Caravaggio era passato alla Venerabile Compagnia devota del santo di Assisi. Appare ovviamente anche San Lorenzo. Colpisce l’aria malinconica della Vergine che sembra già sapere la fine che farà Suo figlio.

LA STORIA DEL QUADRO

Secondo le ricostruzioni, Caravaggio dipinse quel quadro durante un soggiorno siciliano intorno al 1609, un soggiorno che diede alla sua anima tormentata un po’ di pace: “Ne la natività ritrovato ho lo meo verde, lo meo bel rutilante verde”. Il boss di Cosa Nostra Gaetano Badalamenti, l’uomo che fece uccidere il giornalista Peppino Impastato, saputo del furto ordinò che gli fosse consegnato, una volta capito quanto valeva dal punto di vista economico: lui a Palermo poteva fare quello che voleva. Contattò un ricettatore svizzero per riuscire a smerciarlo, un signore anziano innamorato e grande conoscitore del mondo dell’arte. Per Badalamenti era solo un pezzo di stoffa da cui ricavare più soldi possibili.  A contattarlo un uomo del boss, Gaetano Drago che proprio in questi giorni, come si legge su La Stampa, pentito, ha raccontato cosa avvenne: fu incaricato di contattare il ricettatore. Nascose il quadro nel doppio fondo di un camion frigorifero e lo portò in Svizzera per mostrarglielo. «Questo vecchio – di cui non so precisare il nome ma che era molto anziano, sui settant’ anni e più – gli dice: “Lo compro io, però sappiate che non si può vendere perché è di un valore inestimabile”. Gaetano Badalamenti dice: “E che te ne fai ?” “Lo divido”. “Ma come lo dividi ?” “Lo taglio. Dipende da quanti acquirenti trovo”. Poi ho saputo, sempre tramite Gaetano Badalamenti, che questo quadro è stato tagliato in quattro parti e venduto». All’incontro era presente anche Badalementi che racconta cosa avvenne. L’anziano ricettatore riconosce Caravaggio e chiede di rimanere da solo davanti al dipinto per un po’. I mafiosi acconsentono e notano che l’uomo sta piangendo: «Perché poi Gaetano Badalamenti mi ha fatto ridere. Dice: “‘Stu scimunito… – detto in siciliano – guardava il Caravaggio… Mi ha chiesto il permesso di restare un po’ di più a guardarlo. Gli abbiamo dato una sedia. Gli sono spuntate le lacrime. Era appassionato proprio”». Commosso davanti a tanta bellezza, la possibilità di essere solo a tu per un tu con l’opera di uno dei più grandi e commoventi artisti di ogni tempo. E la scena diventa un ottimo soggetto per il Caravaggio se fosse stato ancora in vita: il criminale, il malfattore il cui cuore si spezza davanti alla bellezza. Il rimorso forse. La bellezza che tocca il cuore anche di un poco di buono. La tela venne effettivamente tagliata in quattro pezzi e rivenduti, come smembrare un corpo umano. Da allora non si seppe più nulla, e probabilmente mai si scoprirà chi possiede i suoi quattro pezzi.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori