CASTELLAMMARE: 12ENNE STUPRATA DA BRANCO/ Il Legale fa chiarezza: “Non è incinta”

- Davide Giancristofaro Alberti

Castellammare: 12enne stuprata dal branco, non è incinta. A specificarlo è il legale della famiglia, smentendo quindi la notizia circolata a macchia d’olio nella giornata di ieri

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Immagine di archivio

“ORA PENE ESEMPLARI”

La violenza di gruppo su una 12enne a Castellammare, con la ragazzina rimasta incinta, sta avendo grande eco presso l’opinione pubblica. Nella località campana il prossimo 10 giugno 2018 sono in programma le elezioni amministrative e, come riportato da stabiachannel.it, sono giunte le prime reazioni dei candidati sindaci: “Ho appreso con stupore la vicenda della denuncia nei confronti di quattro minori stabiesi che avrebbero abusato sessualmente di una 12enne. Mi auguro che non ci sia nulla di vero in questa storia macabra, che rischia di mettere in cattiva luce anche l’immagine della città. Per chi si macchia di reati simili sarebbe opportuna una pena esemplare, per poi intraprendere un percorso di rieducazione che li reinserisca nel tessuto sociale attraverso la trasmissione dei valori fondanti della società civile”, questo il commento Gaetano Cimmino (Centrodestra). Queste invece le parole di ndrea Di Martino, candidato a sindaco del Grande Centro: “icurezza e aiuto ai giovani che subiscono violenza. La storia dell’orrore di una ragazzina interroga tutti noi e anche il comune per quanto è di sua competenza. Supporto alle scuole con un aiuto specifico per stringere un patto di collaborazione perché spesso sono insegnanti e genitori a cogliere i primi segni del disagio”. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

4 MINORI ARRESTATI

È stata attirata con una trappola, con un escamotage ancora misterioso la giovanissima 12enne in quella maledetta casa di Castellammare: stando ad una seconda ricostruzione degli inquirenti, la ragazzina è stata attirata dai compagni e amici tra i 14 e i 16 anni. A quel punto, è stata ricondotta in un luogo ancora più appartato e a turno, come nei peggiori film thriller, è stata violentata da tutti i componenti del branco. “Peccato” che ognuno, oltre a compiere un immonda tragedia umana, fosse anche minorenne dunque doppia tragedia: tripla, se consideriamo che quella 12enne ora si ritrova un innocente in grembo. L’unica vera nota lieta sarà quella vita, nata pur sempre da uno stupro immondo, ma pur sempre vita innocente che merita un posto e un destino migliore nel mondo. In attesa che le forze dell’ordine scoprano di più sui motivi e le modalità dello stupro di gruppo, con gli interrogatori ai minori arrestati, i ragazzi ora dovranno rispondere ufficialmente della pesante accusa di violenza sessuale aggravata. (agg. di Niccolò Magnani)

ORRORE A CASTELLAMMARE DI STABIA

Un episodio terribile con protagonista una giovane ragazza, ci giunge da Castellammare di Stabia. Stando a quanto riportato da diversi organi di informazione locale, a cominciare da Metropolis, una ragazzina di 12 anni è rimasta incinta dopo uno stupro. La giovane, poco più di una bambina, era stata violentata lo scorso mese di aprile da un gruppo di quattro minorenni, tutti di età compresa fra i 14 e i 16 anni. Su ordine della Procura presso il Tribunale per i minori di Napoli, oggi sono state eseguite le ordinanze di custodie cautelari nei confronti dei quattro responsabili, che sono stati così arrestati.

ATTIRATA CON IL PRETESTO DI UNA FESTA…

La 12enne vittima di questo atto ignobile è di Gragnano, comune in provincia di Napoli di circa 30mila abitanti. La ragazza stava partecipando ad una festa fra amici a Castellammare (o forse così credeva), ma quella che doveva essere una serata di divertimenti, si trasformò ben presto in un incubo: i quattro minorenni la obbligarono infatti a spogliarsi e ad avere un rapporto sessuale con la stessa. Negli scorsi giorni la notizia della gravidanza, e ciò avrebbe fatto accelerare le forze dell’ordine, che in breve tempo hanno portato a termine le indagini, fermando il branco. I minorenni sono tutti accusati di violenza sessuale, e a breve verranno sottoposti ad un processo. A denunciarli sono stati i genitori della vittima.

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