Morte Sana Cheema, due arresti: tangente per modificare autopsia/ Pakistan, tentarono di manomettere referto

- Carmine Massimo Balsamo

Morte Sana Cheema, due arresti: tangente per modificare autopsia. Nuovi sviluppi in Pakistan: tentarono di manomettere i referti dietro il pagamento di una tangente

omicidio sana cheema Sana Cheema

Morte Sana Cheema, altri 2 arresti: tangente per modificare autopsia. Nuovi sviluppi sulla tragica vicenda che risale allo scorso aprile, con la giovane italo-pachistana che è stata uccisa dal padre e dal fratello. Dopo le prime ipotesi di incidente, l’autopsia ha confermato che la ragazza è morta per strangolamento. E’ stato lo stesso papà a confessare l’omcidio, con l’esame autoptico che ha rivelato che l’osso del collo è stato rotto. I suoi amici avevano rivelato alle autorità che Sana aveva rifiutato il matrimonio combinato deciso per lei dalla sua famiglia. E ora giungono nuovi aggiornamenti: i colleghi di Repubblica ha sottolineato che un team della Forza anticorruzione del Pakistan ha arrestato due persone ieri, giovedì 31 maggio 2018. Si tratta di un vice ispettore di polizia ed un dipendente dell’Agenzia di Scienze forensi del Punjab per aver chiesto e ricevuto una tangente per modificare il rapporto dell’autopsia.

MORTE SANA CHEEMA, ARRESTATE 2 PERSONE

I due uomini tratti in arresto dalle forze dell’ordine avrebbero tentato, senza riuscirci, di modificare il referto dell’autopsia sul corpo della povera Sana Cheema. Muhammad Naveed, persona originaria del distretto di Gujrat, avrebbe avvicinato il vice ispettore di polizia Maqsood Ahmad: proposta una ingente somma di denaro per alterare il rapporto dell’autopsia della giovane, così da attribuire il suo decesso a cause naturale. L’ispettore, a sua volta, avrebbe contattato l’impiegato di Scienze forensi per manomettere il referto per una cifra di 600 mila rupie, che corrispondo all’incirca a 4.500 euro. Il piano però non ha avuto buon esito: il rapporto dell’autopsia ha rivelato che la ragazza è morta per strangolamento e non per cause naturali. Naveed, dopo la vicenda, avrebbe chiesto il rimborso della somma versata ai due uomini, che però si sono rifiutati. A questo punto l’uomo si è rivolto alle forze dell’ordine, che hanno arrestato i due presunti colpevoli.





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