“I Cattolici sono eretici”/ Il ruggito del candidato successore del Patriarca ortodosso Kirill

- Paolo Vites

Si terranno fra poco le elezioni per la nomina del nuovo patriarca della Chiesa ortodossa di Mosca e uno dei candidati con maggior possibilità di vittoria considera i cattolici degli eretici

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Mosca, foto Pixabay

Nonostante gli sforzi fatti da papa Francesco e dall’attuale patriarca della Chiesa ortodossa Cirillo nel loro famoso incontro a Cuba di ritrovare un cammino comune fra le due Chiese, sembra che tale obbiettivo sia ancora ben lontano. Secondo quanto riporta l’agenzia AsiaNews, uno dei maggiori candidati alla successione di Cirillo, il Metropolita di Kaluga, Kliment Kapalin, ha rilasciato dichiarazioni durissime contro la Chiesa di Roma. Un biglietto da visita per la sua possibile elezione negativo per quanto riguarda i rapporti internazionali, ma ottimo per i russi, da sempre nazionalisti oltranzisti e fedelissimi alla Chiesa ortodossa. In sostanza Kliment, che già nel 2009 si era candidato per il ruolo, e che è oggi uno degli ultimi patriarchi nominati ancora in epoca sovietica, esattamente nel 1982 a soli 33 anni, accusa i cattolici di essere ancora e sempre degli eretici. In un articolo per la rivista Vechernaja Moskva,il metropolita si dice contrario alla definizione che tutte le religioni facciano riferimento a un solo Dio.

ALLA RADICE DELLO SCISMA

Per quanto riguarda i cristiani, invece, ne esistono di un solo tipo, gli ortodossi naturalmente: “Il motivo della rottura della comunione eucaristica con i cattolici ed altri eretici con i quali la Chiesa (ortodossa, ndr) ruppe le relazioni è dovuta al fatto che la Chiesa, i suoi Santi Padri e i Santi Concili hanno considerato inaccettabili i loro punti di vista su Dio perché conducono alla catastrofe nella vita spirituale e bloccano la realizzazione del piano di salvezza”. Kliment poi paragona San Francesco d’Assisi e il santo russo San Serafino di Sarov: “Il primo digiunò per 40 giorni e rinunciò a ogni ricchezza, ma non è la rinuncia della ricchezza che ci salva, ma l’unione con Cristo. San Serafino invece, che rimase per cento giorni e cento notti vivendo in cima a una roccia, ripeteva continuamente questa preghiera: O Dio, abbi pietà di me che sono un peccatore”. Dunque, sembra di capire, ciò che ci salva non sono le opere ma semplicemente ripetere formule di preghiera. Va detto che il metropolita è l’autore del programma per la  Chiesa ortodossa che ha fortemente ispirato la politica di Putin. Il che è tutto dire.



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