Bimbo di un anno ammazzato a coltellate dal padre/ Ultime notizie: raptus per una malattia psichiatrica?

Bimbo di un anno ucciso dal padre con una coltellata. Tragedia a Firenze, al Mugello: l’omicida, il 34enne Niccolò P., ha colpito il figlioletto dopo una lite con la compagna

14.09.2018 - Fabio Belli
carabinieri_2018_pixabay
Pixabay

La domanda che tutti si fanno in paese è una sola: perché Niccolò Patriarchi ha ucciso a coltellate il figlio di un anno al culmine di una lite con la compagna Annalisa Landi nella loro casa a Sant’Agata di Scarperia, nel Mugello? Una domanda che per ora non trova risposta, anche a causa della mancata collaborazione del 34enne, in evidente stato di shock, che al suo avvocato ha continuato a ripetere di non ricordare nulla. Sono in tanti, nel paesino alle porte di Firenze, a parlare però di una tragedia annunciata. Le liti furibonde tra Niccolò e la compagna a quanto pare erano all’ordine del giorno e, come riportato da La Nazione, pare che l’uomo fosse seguito dal Centro di salute mentale della Asl. Non è da escludere, dunque, che il Patriarchi abbia agito in preda ad un raptus collegato alla sua patologia psichiatrica. (agg. di Dario D’Angelo)

“ERA FURIOSO, SENTIVO LE URLA E…”

Gridava e agitava il coltello, quello con cui ha ucciso il figlio di un anno e che poi è stato trovato in giardino. La nonna ha sentito le grida ed è corsa su per le scale, ma non ha fatto in tempo a fermare la furia omicida del compagno di sua figlia. Quando i soccorsi sono arrivati, hanno trovato il piccolo Michele con una macchia di sangue sulla maglietta. Hanno provato a praticare il massaggio cardiaco ma non c’è stato nulla da fare: è arrivato morto in ospedale. La compagna ha provato a rifugiarsi sul terrazzo, così ha salvato la figlia più grande dalla tragica fine. La lama l’ha ferita alla testa, al volto, alle braccia e al corpo. È stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Borgo San Lorenzo. «Era furioso, furioso. Ho sentito gridare Annalisa. Sono corsa alla porta, ho bussato. Non ci credo, non ci credo. Il bimbo, ha ucciso il bimbo», ha raccontato Michela Di Stefano al Tirreno. (agg. di Silvana Palazzo)

FIGLIA DI 7 ANNI SALVATA DAI NONNI

Sgomento e incredulità, sono questi i sentimenti nutriti da gran parte della popolazione di Scarperia, piccola frazione del Mugello alle porte di Firenze, dove ieri si è consumato l’omicidio di un bambino di appena un anno, ucciso dal padre con un coltello da cucina al culmine di una lite familiare con la moglie. A nulla è servito il tentativo della donna di trovare riparo insieme ai figli sul terrazzo di casa, mentre intanto chiedeva aiuto per telefono ai genitori: l’uomo l’ha raggiunta e ha iniziato a colpire lei e i figli con diversi fendenti. Si può dire però che la lucidità della mamma ha evitato che il bilancio fosse peggiore: raggiunti dalla richiesta di aiuto, come messo a verbale dai carabinieri che hanno proceduto all’arresto dell’omicida, sono stati infatti i genitori ed il fratello della donna a mettere in salvo la bambina trascinandola all’esterno dell’abitazione, prima di richiedere l’intervento dei carabinieri. (agg. di Dario D’Angelo)

LA FUGA SUL TERRAZZO PER SFUGGIRE ALLA FURIA OMICIDA

Quella avvenuta a Scarperia-San Piero, al numero 8 di via San Francesco, è la cronaca di una tragedia, culminata purtroppo con la morte di un innocente, un bambino di appena un anno accoltellato dal padre Niccolò Patriarchi in preda ad un raptus omicida. Come riportato da Firenze Today, tutto avrebbe avuto origine da una lite avvenuta intorno alle 19 e 50 di ieri tra il killer e la compagna Annalisa. Quest’ultima avrebbe tentato di trovare riparo insieme ai figli sul terrazzo e qui avrebbe telefonato alla mamma, in cerca d’aiuto. Sarebbe stata proprio la nonna a telefonare ai carabinieri per dare l’allarme:”Hanno ucciso mio nipote”. Maggior fortuna hanno avuto Annalisa e la figlia di 7 anni: trasportate all’ospedale di Borgo San Lorenzo, sono state riscontrate “ferite da taglio alla testa e agli arti superiori” alla donna ed un “grave stato di shock” alla piccola, ma entrambe non sono in pericolo di vita. (agg. di Dario D’Angelo)

FIGLIA DI 7 ANNI SOTTO SHOCK

E’ illesa ma sotto shock la bambina di 7 anni, che nella serata di ieri ha visto il padre uccidere il proprio fratellino di appena un anno con un coltello, e quindi cercare di ammazzare la mamma. Scene che la piccola non dimenticherà mai in vita sua, e chi si porterà con se con tutto ciò che ne comporta. Ma cos’è accaduto nella mente di Niccolò Patriarchi, il programmatore informatico di 34 anni? L’uomo era già noto alle forze dell’ordine per i reati di truffa e frode informatica, ma mai prima d’ora aveva dato segni di squilibrio mentale che potessero far presagire l’assurdo epilogo di ieri. Con la compagna, Annalisa Landi, (anche lei nota per truffa) le cose non andavano benissimo si dice in paese, forse i classici problemi economici, o forse l’amore era svanito, e i due erano divenuti incompatibili. Ed è probabilmente in questi “piccoli” problemi che si è originato il tragico gesto di Niccolò, arrestato visibilmente sotto choc e senza opporre resistenza. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

UNA FAMIGLIA CON PROBLEMI

Una tragedia che ha distrutto un’intera famiglia quanto avvenuto nella serata di ieri a Scarperia, frazione di Mugello (Firenze). Un uomo di 34 anni, in preda ad un raptus di follia, ha ucciso il figlio di un anno, ha quindi aggredito la compagna ed ha provato a ferire anche la figlia di 7 anni. Con il passare delle ore è apparso più chiaro il quadro famigliare agli inquirenti, con i vicini di casa che raccontano di una situazione difficile: «Non andavano bene le cose – dice a Today un testimone – forse per soldi o forse perché non erano affini caratterialmente». Sgomento nel paese, dove raccontano di una coppia che veniva vista di rado, anche se mai nessuno poteva immaginare il tragico epilogo delle scorse ore. Gli inquirenti hanno lavorato a lungo nell’abitazione, e attorno alle due di notte sono usciti con una scatola che dovrebbe contenere l’arma del delitto, molto probabilmente un coltello. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

L’AGGRESSIONE ALLA FIGLIA DI 7 ANNI

Emergono ulteriori particolari riguardo la drammatica uccisione di un bimbo di un solo anno al Mugello, a Firenze, per una coltellata inferta dal padre. Il raptus del 34enne Niccolò P. non ha coinvolto solo il piccolo, e la compagna Annalisa L. ricoverata presso l’ospedale di Borgo San Lorenzo, ma anche l’altra figlia della coppia, di 7 anni. Niccolò P. avrebbe cercato di rivogere la sua furia omicida anche nei confronti della bimba, provvidenzialmente salvata dalla madre che nel tentativo di proteggerla è rimasta a sua volta ferita. I carabinieri stanno effettuando tutti i rilievi, ma è ormai evidente che, oltre al tragico episodio della morte del piccolo, è stata sfiorata una vera e propria carneficina, con la compagna dell’omicida sfuggita alla morte per un soffio assieme all’altra figlioletta. (agg. di Fabio Belli)

FERITA LA CONVIVENTE

Tragedia a Scarperia, frazione del comune del Mugello in provincia di Firenze. Un bimbo di un solo anno è stato ucciso dal padre con una coltellata, come reazione a una furiosa lite con la compagna. I carabinieri sono immediatamente intervenuti sul posto, ma per il piccolo non c’era già più nulla da fare. Hanno trovato il 34enne Niccolò P. in stato di shock, probabilmente capace solo a posteriori di comprendere il folle gesto che aveva compiuto. Per il momento non è stata trovata l’arma del delitto ma sembra evidente come il bambino sia stato ucciso con un’arma da taglio, mentre la convivente dell’uomo, Annalisa L., è stata portata via dall’abitazione a sua volta dopo aver subito delle ferite, ma non è in pericolo di vita.

L’ALLARME DELLA NONNA

E’ stata la nonna del bambino a chiamare le forze dell’ordine e a lanciare l’allarme intorno alle ore 20 di venerdì sera. Il piccolo ucciso, di nome Michele, aveva appena compiuto un anno, e nella famiglia non c’erano avvisaglie riguardo al fatto che potesse verificarsi una tragedia così grande, anche se sia Niccolò P., che per lavoro svolge la professione di programmatore informatico, sia Annalisa L. avevano avuto precedenti noti alla polizia. Si attende la testimonianza della donna, ricoverata all’ospedale di Borgo San Lorenzo senza essere in pericolo di vita, per comprendere cosa abbia spinto il compagno al tragico raptus e allo scagliarsi contro il piccolo, con una furia che non ha lasciato scampo al bimbo, anche per capire se il gesto sia stato improvviso o potesse essere stato premeditato.


I commenti dei lettori