Angela Ferrara, poetessa uccisa dal marito vigilante/ Cersosimo, omicidio-suicidio: movente sentimentale

- Silvana Palazzo

Angela Ferrara, poetessa uccisa dal marito vigilante. Cersosimo, omicidio-suicidio: movente sentimentale, la donna voleva la separazione. I funerali non prima di giovedì

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Angela Ferrara, poetessa uccisa dal marito vigilante (Foto: Facebook)

Non accettava la fine del matrimonio: per questo la guardia giurata Vincenzo Valicenti ha ucciso la moglie Angela Ferrara. Ha aspettato che accompagnasse il figlio di 7 anni a scuola e l’ha uccisa: le ha sparato con una pistola d’ordinanza, a pochi metri dalla scuola elementare. Poi si è seduto su alcuni scalini e si è suicidato. La relazione tra loro era in crisi ormai da tempo: la 31enne, poetessa e animatrice di eventi culturali per bambini, aveva lasciato la casa di famiglia e insieme al figlio era tornata in quella dei genitori. Negli ultimi tempi, raccontano a Cersosimo (Potenza), le liti tra i due erano diventate continue. Drammatiche le testimonianze a La Vita in Diretta. Una donna ha raccontato di aver parlato con la madre di Angela, rimasta ferita. «Ho cercato di calmarla, ma aveva già capito che la figlia aveva grossi problemi. Non voleva essere aiutata, voleva che andassi dalla figlia. Ci è andato mio marito, quindi io ho cominciato a prepararla, poi le ho detto che non c’era più». L’uomo ha ricostruito il momento in cui è andato verso la macchina: «Quando sono arrivato ho visto la scena. Speravo fosse ancora viva, l’ho chiamata… è stato bruttissimo per me, non riesco a dimenticare quella scena».

ANGELA FERRARA, POETESSA UCCISA DAL MARITO VIGILANTE

I funerali di Angela Ferrara e Vincenzo Valicenti non si svolgeranno prima di giovedì, perché la procura di Lagonegro non ha ancora dato il via libera alla restituzione delle salme alle rispettive famiglie. Intanto emergono nuovi dettagli sulla coppia: pare che la donna volesse trasferirsi a Roma per continuare la sua carriera di poetessa e scrittrice di racconti per bambini. L’uomo non aveva dato segni di squilibrio che potessero far pensare ad un tragico epilogo, e invece sabato mattina con la sua pistola d’ordinanza ha sparato diversi colpi alla giovane moglie e poi ha deciso di farla finita, salvando dalla mattanza solo il figlio, entrato a scuola pochi minuti prima. Il 41enne lavorava come guardia giurata all’ospedale di Tinchi, ma da tre settimane non si recava a lavoro dopo aver presentato un certificato di malattia scaduto due giorni prima della tragedia. Come riportato da La Nuova del Sud, pare che avesse chiesto un ulteriore periodo di malattia e ora anche su questa documentazione medica si concentrano le indagini dei carabinieri.

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