Niccolò Bettarini: processo a fine ottobre/ Imputati accusati di tentato omicidio, no a testimonianza 19enne

- Emanuela Longo

Niccolò Bettarini: il gup ha fissato la prima udienza del processo con rito abbreviato a fine ottobre. Imputati quattro giovani accusati di tentato omicidio aggravato.

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Niccolò Bettarini, il nuovo sfogo del figlio di Simona Ventura

Prenderà il via alla fine di ottobre il processo con rito abbreviato che vede imputati quattro giovani, fermati per il tentato omicidio aggravato di Niccolò Bettarini, il figlio 19enne della conduttrice tv Simona Ventura e dell’ex calciatore Stefano, aggredito a coltellate lo scorso primo luglio a Milano. A riferirlo, come spiega Repubblica.it, è stato oggi il giudice per l’udienza preliminare di Milano, Guido Salvini che dopo aver esaminato la richiesta dei quattro imputati “ha disposto con ordinanza la celebrazione del processo con il rito abbreviato condizionato alla sola acquisizione della cartella clinica” del giovane Bettarini. Non solo, il gup ha anche rigettato le ulteriori richieste avanzate dalle difese, ovvero l’esame del 19enne e di un’amica e fissato infine la prima udienza del processo al prossimo 30 ottobre. A farlo sapere in queste ore è stato il difensore di Niccolò Bettarini, parte civile nel procedimento, avvocato Alessandra Calabrò.

AGGRESSIONE NICCOLÒ BETTARINI: AL VIA PROCESSO ABBREVIATO

Sono quattro, in tutto, i giovani finiti in carcere e che saranno chiamati a rispondere in un’aula di tribunale dell’accusa di tentato omicidio aggravato a scapito di Niccolò Bettarini. Si tratta nel dettaglio di Davide Caddeo, Alessandro Ferzoco, Andi Arapi e Albano Jakei. Due dei quattro imputati avevano chiesto non solo l’acquisizione della cartella clinica del 19enne ferito a coltellate davanti la discoteca Old Fashion di Milano ma anche che venissero ascoltati in aula, in qualità di testimoni, lo stesso figlio di Simona Ventura e una sua amica. Istanze, queste, rigettate dal giudice. Secondo il gip che firmò l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, Caddeo sarebbe stato il giovane ad aver materialmente sferrato le otto coltellate a scapito di Bettarini. Gli altri tre tuttavia si erano “certamente” prefigurati che quell’aggressione e quei colpi in “parti vitali” sferrati con una lama da 20 centimetri “avrebbero comunque potuto produrre conseguenze mortali”, tenendo conto anche della violenza del gesto e della superiorità numerica.

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