ROMA, MAGLIANA: UCCISO DAVANTI ALL’ASILO/ La morte di Andrea Gioacchini “E’ stato un regolamento di conti”

Roma, Magliana: ucciso davanti all’asilo. La morte di Andrea Gioacchini, come un agguato “E’ stato un regolamento di conti”

10.01.2019, agg. il 11.01.2019 alle 09:51 - Niccolò Magnani
Asilo nido alla Magliana
Roma, asilo nido il Girasole alla Magliana (Twitter, 2019)

Proseguono le indagini in merito all’uccisione di Andrea Gioacchini, freddato ieri con 4 colpi di pistola davanti ad un asilo della Magliana, noto quartiere di Roma. I parenti e gli amici si sono stretti nel dolore, ma sembravano quasi aspettarsi che prima o poi sarebbe accaduto qualcosa di brutto: «Lui diceva di avere un’impresa di videosorveglianza – raccontano quattro amici di vecchia data della vittima, ai microfoni de Il Messaggero ma noi lo sapevamo perché lo conosciamo da quando Andrea era un ragazzino che faceva la vita qui a Magliana e gliel’avevamo anche detto: qualcuno che ti spara prima o poi lo trovi». Andrea era solito fermarsi al bar Seventeen di via della Scarperia, prendeva una spremuta o un succo, pagava regolarmente e non aveva mai dato problemi. La vittima aveva avuto un passato difficile, era uscito domenica scorsa dal carcere, e sono in molti convinti che l’uccisione di ieri sia stato un vero e proprio regolamento di conti: «Un agente della Mobile – confessa un’amica – dice che stanno lavorando per trovare chi ha sparato. È meglio che lo trovi la polizia prima che lo faccia qualcun altro». La donna ha proseguito nel suo sfogo: «È un regolamento di conti, è chiaro, e io un’idea me la sono fatta. Forse il magistrato vorrà parlare anche con me, ma io che c’entro? Come se fossi stata io a sparare». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

UOMO UCCISO DAVANTI ALL’ASILO ALLA MAGLIANA

E’ morto Andrea Gioacchini, il pregiudicato bersaglio dell’agguato che si è consumato questa mattina a Roma, quartiere Magliana, davanti ad un asilo nido. L’uomo era stato gravemente ferito e ricoverato in codice rosso all’ospedale San Camillo, dove però è morto nel pomeriggio. Lo riferisce l’edizione online del quotidiano Repubblica. Il 35enne era già noto alle forze dell’ordine per reati di usura, estorsione, rapina, detenzione di armi, stupefacenti e lesioni ed era stato coinvolto in un grave episodio che aveva visto anche l’arresto e la condanna a carico di Tamara Pisnoli, ex moglie del calciatore Daniele De Rossi e figlia di Massimo, anche lui coinvolto in fatti criminali e ucciso nella zona del Trullo. Dopo i fatti la sindaca Virginia Raggi aveva espresso la sua indignazione chiedendo la presenza di maggiori poliziotti e rivolgendosi direttamente al ministro Matteo Salvini. La replica è giunta poco dopo: “E’ stato un agguato in stile mafioso, un regolamento dei conti. Sono qui per portare risultati concreti rispondendo a chi fa solo bla bla bla”, ha spiegato il ministro dell’Interno. “A Roma nel 2018 solo in forza questura della Capitale sono arrivati 55 poliziotti in più; entro febbraio ne arriveranno altro 75, entro fine anno altri 75 in più e siamo a 200 e con i soldi in manovra ne arriveranno almeno altri 50. In totale almeno 250 poliziotti in più, mentre altri altri prima di me tagliavano”, ha chiosato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“SCENE DA FAR WEST”

Quanto accaduto questa mattina davanti all’asilo nido Mais e Girasole a Roma, zona Magliana, è stato definito dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida un fatto molto grave. Non a caso proprio l’esponente politico, come riporta Atrurianews.it, ha commentato l’accaduto parlando senza mezzi termini di “Scene da far west”. “E’ assurdo che nella Capitale d’Italia, in pieno giorno e soprattutto nei pressi di una scuola dell’infanzia, possano accadere simili fatti con il serio rischio di veder coinvolti dei bimbi”, ha tuonato, condividendo la preoccupazione di molti genitori che proprio oggi, come ogni giorno, erano presenti sul luogo dell’agguato nel quale è rimasto gravemente ferito il pregiudicato Andrea Gioacchini, ora in fin di vita. “Non bastavano un’incuria e un degrado senza precedenti, ora a Roma persino la sicurezza dei cittadini viene messa in pericolo di fronte a episodi di tale gravità. Auspichiamo indagini approfondite e che assicurino al più presto alla giustizia i responsabili dell’agguato”, ha aggiunto ancora Lollobrigida. Intanto è caccia al sicario con elicotteri che stanno sorvolando da ore la Capitale, come riferisce RomaToday. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ANDREA GIOACCHINI FERITO: FU ARRESTATO CON EX DI DE ROSSI

Ha un passato con la giustizia tutt’altro che semplice, Andrea Gioacchini, il pregiudicato gravemente ferito oggi nell’agguato che si è compiuto a Roma, zona Magliana, proprio davanti all’asilo nido Mais e Girasole in via Catiglion Fibocchi, dopo aver appena lasciato la figlioletta. Attualmente l’uomo è in fin di vita nel reparto di rianimazione del San Camillo, dove è giunto in codice rosso e dove è già stato sottoposto ad un intervento per bloccare l’emorragia in corso. Secondo quanto rivelato da Il Secolo d’Italia nell’edizione online, Gioacchini ha diversi precedenti penali per armi, spaccio di droga, usura, estorsione, lesioni personali. Alcuni anni fa rimase coinvolto nella vicenda di aggressione, sequestro ed estorsione il 17 luglio 2013, a scapito di un imprenditore. L’uomo patteggiò 8 mesi e per quel fatto fu condannata anche l’ex moglie del calciatore Daniele De Rossi, Tamara Pisnoli. L’uomo era anche sorvegliato speciale. Dopo i fatti avvenuti oggi, gli altri genitori dei bimbi dell’asilo hanno ovviamente manifestato le loro paure. “L’ho incontrato assieme alla compagna cinque minuti prima degli spari. Io stavo andando via e loro erano appena arrivati per lasciare i bambini. Quando ho saputo cos’era successo non riuscivo a crederci”, ha raccontato un papà a Il Messaggero. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

RAGGI, “SALVINI MANDI PIÙ POLIZIOTTI”

È gravissimo il 34enne pregiudicato colpito alla testa da più colpi davanti all’asilo nido: si chiama Andrea Gioacchini (riporta Repubblica, ndr) e si trovava accanto alla compagna rumena quando è stato raggiunto dall’agguato in pieno giorno alla Magliana, lei invece solo colpita di striscio dalle pallottole in pieno “stile camorristico” spiegano i primi testimoni. «Sono indignata per gli spari fuori dall’asilo alla Magliana. Roma ha bisogno di più poliziotti come annunciato dal ministro Salvini. Non è più possibile aspettare, serve un numero di forze dell’ordine congruo per la Capitale d’Italia», sbotta su Twitter la sindaco di Roma Virginia Raggi. Come spiega il Messaggero, l’ultimo agguato mortale nei quartieri romani fu lo scorso 28 aprile 2017 in una stradina a Giardinetti (Casilino), dove perse la vita in circostanze molto simili un albanese di 43enne, davanti alla figlia inerme.

ROMA, SPARI ALL’ASILO NIDO

Un agguato con tanto di spari in piena regola è avvenuto questa mattina alla periferia di Roma, nella zona della Magliana: davanti ad un asilo nell’ora di punta, quando i genitori accompagnano i propri figli all’inizio della scuola (poco prima delle ore 9) un pregiudicato di 35 anni è stato avvicinato da uno scooter da cui hanno sparato diversi colpi di pistola rivolti contro di lui. Panico davanti all’asilo nido “Il Girasole”, con timore per la sorte dei bambini, ma l’agguato sembra stato organizzato proprio contro quell’uomo che aveva appena lasciato il figlio dentro la struttura: dopo la sparatoria alla Magliana si sarebbe già identificato l’uomo ferito gravemente dagli spari ravvicinati (pare si trovasse in macchina, appena risalito dopo l’accompagnamento del figlio). Si tratta per l’appunto di un uomo sulla trentina con diversi precedenti con la giustizia italiana.

AGGUATO DAVANTI ALL’ASILO DELLA MAGLIANA

«34 anni, era già noto alle forze dell’ordine per episodi di usura, armi e stupefacenti: ora sarebbe in codice rosso al San Camillo»: così riporta il Messaggero nelle primissime informazioni emerse dagli inquirenti dopo la sparatoria-agguato che ha terrorizzato l’intero quartiere alla periferia di Roma. Sarebbero in due gli uomini sullo scooter, entrambi con casco e cappucci rossi, che hanno sparato 5 colpi di pistola contro il 34enne della Magliana: ora è caccia ai due criminali, con un primo fermo avvenuto poco fa che non pare però essere coinvolto direttamente nella sparatoria. Nessun bambino o altre persone sono state coinvolti dagli spari, l’agguato era ben indirizzato anche se non si sa quale possa essere il vero movente dietro la tentata strage.

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