I piatti della mensa si sciolgono col cibo caldo/ 4000 pezzi sequestrati dai Nas in una scuola del casalese

I piatti della mensa si sciolgono col cibo caldo/ 4000 pezzi sequestrati dai Nas in una scuola del casalese dopo la denuncia di un’alunna

15.01.2019 - Davide Giancristofaro Alberti
maturità 2019
Esame in aula (Pixabay)

I piatti di plastica della mensa e le relative posate, si scioglievano con il cibo, con conseguenza che quantità dannose di sostanze tossiche finivano negli stomaci dei bambini. Il gravissimo episodio si è verificato in una scuola nella zona di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria (Piemonte), ed ha fatto scattare il sequestro immediato da parte dei carabinieri del Nas, il Nucleo Anti Sofisticazioni. Sono stati circa quattromila i piatti biodegradabili e le posate che gli alunni utilizzavano nella mensa scolastica per mangiare il cibo a loro servito, e il tutto è nato a seguito della denuncia di una ragazzina di 12 anni, che dopo essere tornata a casa da scuola ha raccontato alla mamma che mentre stava mangiando della polenta il suo piatto le si è completamente sciolto a causa del calore del cibo servito. In seguito la donna si è recata dai carabinieri della compagnia locale ed ha sporto denuncia, dopo di che è stata avviata un’inchiesta.

PIATTI DELLA MENSA SI SCIOLGONO: MAXI SEQUESTRO

In base a quanto emerso e riportato dai colleghi dell’edizione online di SkyTg24, pare che non fosse la prima volta che qualcosa di simile accadeva nella scuola del casalese. I carabinieri, coordinati nelle indagini dal comandante Biagio Fabrizio Carillo, hanno mandato all’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, il materiale sequestrato, di modo che possa essere esaminato e nel contempo si possa capire come mai la plastica si fonda sotto il calore del cibo, cosa che non dovrebbe ovviamente accadere. L’azienda che ha distribuito i piatti dovrà rispondere dell’omissione dei bollini che autorizzano l’utilizzo di piatte e posate, visto che gli stessi erano completamente privi di apposita certificazione. Inoltre, non vi era segnata neanche la provenienza del prodotto e di conseguenza la ditta fornitrice rischia una multa dai 6mila euro in su con il rischio anche di una denuncia penale. Non è da escludere che gli alunni della stessa scuola possano essere a breve sottoposti ad accertamenti sanitari.



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