Imola: “via scritte in arabo dall’ospedale”: Pd si astiene/ Maggioranza M5s approva mozione Lega: è caos

Imola, maggioranza M5s approva mozione della Lega: “Via le scritte in arabo dagli ospedali”. Pd si astiene, Carapia: “E’ in imbarazzo”.

simone carapia imola 2019 facebook
Imola, Simone Carapia (Facebook)

Caos a Imola: la maggioranza del Movimento 5 Stelle ha approvato la mozione della Lega, via le scritte in arabo presenti negli ospedali. E c’è di più: il Partito Democratico si è astenuto. Come sottolinea Il Resto del Carlo, l’intesa tra pentastellati e Carroccio è favorita dal rapporto di equilibrio in ottica Nazionale, con la maggioranza grillina che fornisce il via libera ai provvedimenti leghisti, all’opposizione. Il documento esorta l’Azienda sanitaria locale a rimuovere la segnaletica in lingua araba presente nell’ospedale, lasciando solo quelle in italiano e in inglese. E fa rumore l’astensione dei dem: «Si chiede un intervento che l’Ausl porta avanti già di suo e solo per ingraziarsi una parte di elettorato. Ma è una cosa culturalmente molto distante dal nostro modo di pensare», fanno sapere dal Centrosinistra.

IMOLA, LA POSIZIONE DELLA LEGA

Un episodio che ricorda da vicino quanto accaduto a Modena, con le proteste del Carroccio per la scuola di arabo e Islam. E a proposito dell’astensione del Pd: «Si astiene perché è in imbarazzo: non può votare contro una mozione che verrebbe sostenuta dai suoi stessi elettori», le parole del consigliere Simone Carapia a Il Resto del Carlino. Carapia ha poi aggiunto su Facebook: «Siamo in Italia, chi viene nel nostro paese deve imparare l’italiano. I cartelli degli ospedali già prevedono l’inglese come lingua internazionale. Ai vari “buonisti” che gridano al “razzismo” chiedo: Ma gli italiani che vanno a vivere all’estero imparano la lingua del paese che li ospita sì o no? O forse pretendono i cartelli in italiano? Chi viaggia ed emigra si adatta alla lingua del paese che ha scelto, non esiste al mondo che si vada negli Stati Uniti o in Arabia Saudita e si pretenda di trovare i cartelli nella nostra lingua!».



© RIPRODUZIONE RISERVATA