Falsi diplomi per lavorare nelle scuole del nord/ Ultime notizie, 5 bidelli e 3 insegnanti licenziati

Falsi diplomi per lavorare nelle scuole del nord. Ultime notizie, 5 bidelli e 3 insegnanti licenziati

foligno sant'eraclio
Immagine di repertorio (Pixabay, 2019)

Licenziamenti per cinque bidelli a causa di titoli di studio falsi. Secondo quanto scritto dai colleghi di TgCom24.it, cinque assistenti avrebbero falsificato i propri diplomi per poter essere assunti da alcune scuole del nord Italia. Nel dettaglio, l’allontanamento è scattato per cinque bidelli originari del salernitano a cui è stato revocato il contratto. Ma non finisce qui perché nel mirino delle autorità sono finiti anche tre insegnanti di sostegno per titoli di formazione non regolari, emessi da enti situati, anche in questo caso, nel salernitano. Come riferisce il quotidiano Il Mattino, gli otto di cui sopra hanno visto risolti in maniera unilaterale i propri contratti con le scuole in cui lavoravano, dopo di che arriverà la denuncia alle procure con l’accusa di dichiarazioni mendaci e presentazione titoli falsi. Stando a quanto pronosticato da un funzionario del provveditorato di Salerno, quanto avvenuto è “solamente l’inizio”.

4 BIDELLI E 3 INSEGNANTI LICENZIATI AL NORD: FALSI DIPLOMI

Sembrerebbe infatti che fra bidelli e insegnanti ve ne siano diversi dotati di titoli di studio falsificati per poter lavorare, con il numero di indagati destinati nel giro di breve tempo a salire. Su tale scandalo sta indagando l’amministrazione scolastica regionale campana con a capo la direttrice generale Luisa Franzese, ed in particolare, si stanno analizzando alcune scuole dislocate in Veneto, Marche e Abruzzo, dove diversi bidelli salernitani e insegnanti sarebbero stati assunti in maniera irregolare. La guardia di finanza aveva avviato tempo fa un’indagine sul personale Ata (sia per bidelli che per gli amministrativi), di diverse scuole del nord, personale assunto alla fine degli anni novanta: tutto sarebbe partito a seguito di una denuncia anonima, forse di un regolare bidello o insegnante che voleva porre fine a tale scempio. Tale inchiesta sarebbe inoltre legata alle indagini della procura di Napoli in merito al rogo dello scorso 2 dicembre, quando vennero bruciati gli archivi del provveditorato di Salerno, con centinaia di documenti riguardanti titoli e registri di esami di stato andati in cenere.



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