La Spezia, nutre piccioni: condannata e via da casa/ Una vicina si era ammalata per un parassita

- Silvana Palazzo

La Spezia, nutre piccioni: condannata e via da casa: una vicina si era ammalata per un parassita portato dai volatili

piccioni uccelli volatili pixabay
La Spezia, nutre piccioni: condannata e via da casa

Nutre dei piccioni e viene condannata per lesioni dolose, ma come se ciò non bastasse deve lasciare la casa in cui risiede. Lo ha deciso il giudice del Tribunale della Spezia, Diana Brusacà. La sentenza è stata emessa nei confronti di una 60enne accusata di appunto di lesioni dolose. Le ha provocate, secondo la tesi sostenuta dalla procura, un parassita portato dai volatili attirati sul balcone di casa dal mangime offerto dalla donna. La vicina di casa si è ammalata: quindici i giorni di referto agli atti del procedimento. Le premure nei confronti dei piccioni costano caro dunque alla 60enne, condannata – come riportato dall’Ansa – a un anno e mezzo di carcere, con la sospensione condizionale della pena subordinata al risarcimento della parte lesa, quantificato dal giudice in 5mila euro. Inoltre, la donna dovrà lasciare la casa in cui risiede, di proprietà di un familiare, entro 60 giorni. I legali che l’assistono hanno annunciato ricorso.

LA SPEZIA, NUTRE PICCIONI: CONDANNATA E VIA DA CASA

La donna condannata per aver nutrito i piccioni già in passato era stata sanzionata per le sue attenzioni verso questi animali. I vicini hanno dovuto subire le incursioni dei volatili portatori di parassiti, fino a quando una persona non si è ammalata. L’episodio dunque non è recente, ma affonda le sue radici su una abitudine che la 60enne aveva da tempo. Quella di offrire cibo ai volatili è una tendenza che ha spinto diversi Comuni della zona a intervenire. Quello di Riomaggiore ad esempio ha dichiarato guerra nei mesi scorsi con un’ordinanza che vieta di somministrare cibo ai piccioni sul territorio comunale. Sono scattate le prime multe, ma non è bastato, da qui la decisione di inasprire le sanzioni. Se in effetti i piccioni proliferano, vuol dire che molti se ne prendono cura. Da qui la decisione di procedere con controlli finalizzati. Ma nel caso di La Spezia il caso è finito addirittura in tribunale.



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