Bimba morta in slittino in Alto Adige/ Dopo 40 giorni di agonia muore anche la mamma

E’ morta Renata, la mamma della piccola Emily deceduta in Alto Adige il 4 gennaio: era ricoverata da 40 giorni

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E’ morta la mamma della bimba che ebbe un incidente sullo slittino in Alto Adige. Dopo circa 40 giorni di agonia Renata Dyakowska, madre di Emily Formisano, è spirata all’ospedale di Modena. La figlia di otto anni era morta il 4 gennaio scorso, dopo che con il suo slittino (su cui vi era anche la mamma), finì contro un albero su una pista da sci del Corno del Renon, vietata ai non-esperti. Renata aveva 38 anni, era di origini polacche, e a fine mese scorso era stata trasferita nel reparto di terapia intensiva presso l’ospedale policlinico di Modena, sia per essere curata meglio visto le specifiche competenze del reparto nel trattare la sua tipologia, sia per essere più vicina a casa, tenendo conto del fatto che la famiglia vive a Reggio Emilia. I medici le hanno provate tutte per salvare la donna, ma nella mattina di ieri ha smesso di lottare, esalando l’ultimo respiro.

BIMBA MORTA IN SLITTINO IN ALTO ADIGE: MUORE ANCHE LA MAMMA

Quell’incidente tragico avvenne un mese e dieci giorni fa, il 4 gennaio del 2019, inaugurando in maniera terribile il nuovo anno, alla luce anche del precedente mortale della piccola Camilla, bambina di soli 9 anni deceduta a Sauze D’Oux. Emily Formisano si trovava in Trentino per trascorrere la parte finale delle vacanze natalizie con la propria famiglia, una classica settimana bianca. Peccato però che mentre il padre stava sciando, la madre sbagliò direzione, finendo su una pista nera, molto ripida, riservata ai soli sciatori esperti e ovviamente vietata agli slittini. Renata e Emily guadagnarono fin da subito troppa velocità, perdendo il controllo e terminando la loro corsa contro un albero. La bambina morì sul colpo a seguito dei gravissimi traumi subiti, mentre la donna vene intubata e ricoverata in condizioni disperate presso l’ospedale di Bolzano, quindi trasferita a Modena. Sulla vicenda è stata aperta un’indagine, e dopo l’incidente si crearono numerose polemiche in particolare nei confronti del cartello di divieto d’accesso alla pista nera, scritto solamente in tedesco e posto lontano dall’accesso alla stessa.



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