DESIRÉE MARIOTTINI: ARRESTATA PUSHER/ 21enne del Botswana che le procurava la droga

- Silvana Palazzo

Indagine per la morte di Desirée Mariottini: le forze dell’ordine hanno arrestato la sua pusher

Desirée Mariottini
Desirée Mariottini (Foto Twitter)

Proseguono le indagini in merito alla morte di Desiree Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina violentata e drogata in uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo in Roma. Come riferiscono le principali testate stamane, è stata arrestata la pusher che riforniva di droga la giovane vittima: il suo nome è Antonella Fauntleroy, ha ventuno anni ed è originaria dell’Africa, precisamente della repubblica del Botswana. La polizia ha messo le manette sulla presunta spacciatrice di Desiree, e durante la perquisizione della sua abitazione sono state rinvenute quantità di metadone e psicofarmaci. Secondo quanto riferiscono gli inquirenti la 21enne fermata avrebbe ceduto in «maniera continuativa e aggravata» delle sostanze stupefacenti a Desiree, anche nei giorni immediatamente precedenti la sua morte. Antonella sarebbe stata indicata da diversi testimoni come persona che avrebbe aiutato la 16enne di Cisterna a procurarsi la droga, poi consumata nel famoso stabile fatiscente di via Dei Lucani a Roma, dove è morta lo scorso mese di ottobre. Le forze dell’ordine, dopo aver avuto la certezza in merito a quanto commesso dalla ragazza del Botswana, hanno arrestato la giovane donna in un vano lavanderia di uno stabile in borgata Finocchio, nella periferia della capitale. Ad eseguire l’ordine di custodia in carcere emesso dal gip di Roma sono stati i poliziotti della Squadra Mobile, coordinati dai magistrati del Gruppo Antiviolenza della Procura della Repubblica di Roma. In base alle indagini effettuate negli ultimi quattro mesi pare che la spacciatrice fosse consapevole della giovanissima età di Desiree, e per questo spesso e volentieri era stata redarguita dai frequentatori dello stesso stabile di via dei Lucani. Al momento la 21enne si trova presso il carcere femminile di Rebibbia in attesa di un nuovo interrogatorio e della successiva convalida del fermo, o meno, da parte del gip. Il Corriere della Sera descrive la spacciatrice come amica della stessa vittima.

DESIRÉE MARIOTTINI: ARRESTATA PUSHER

Svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Desirée Mariottini, la 16enne uccisa nella notte tra il 18 e il 19 ottobre scorso nel quartiere romano di San Lorenzo. Gli agenti della Squadra mobile hanno arrestato Antonella Fauntleroy, 21enne della Repubblica Botswana, accusata di aver ceduto la droga alla ragazzina, pur conoscendo la sua età, anche nei giorni precedenti alla sua morte. Quando è stata fermata nel vano lavanderia di uno stabile, in borgata Finocchio, aveva con sé metadone e psicofarmaci. Ad accusarla diversi testimoni che l’hanno indicata come colei che ha “aiutato” Desirée a procurarsi e assumere la droga all’interno del palazzo abbandonato di via Dei Lucani 22. Dalle indagini sull’omicidio di Desirée è emerso che la 21enne fosse pienamente consapevole della reale età della giovane vittima. La conferma arriva anche dai vani tentativi di alcune persone che l’hanno redarguita per il suo comportamento con la 16enne. I risultati dell’autopsia parlano di una severa intossicazione acuta da sostanze stupefacenti e psicofarmaci.

OMICIDIO DESIRÉE MARIOTTINI, ARRESTATA ANTONELLA FAUNTLEROY

Antonella Fauntleroy è stata accompagnata nel carcere femminile di Rebibbia. Per gli investigatori la 21enne avrebbe ceduto in «maniera continuativa e aggravata» sostanze stupefacenti alla giovane anche nei giorni precedenti alla sua morte. Eppure nell’intervista rilasciata a Il Tempo il 25 ottobre la 21enne africana sostiene di aver fatto di tutto per tenere lontana Desirée Mariottini dal “palazzo dello spaccio” di via Dei Lucani, offrendole aiuto. La tatuatrice aveva raccontato a Repubblica di aver conosciuto la 16enne il giorno prima della sua morte. «Era disperata, voleva acquistare eroina ma non aveva i soldi. Impietosita le ho dato 10 euro». Sosteneva di essere diventata per questo il suo punto di riferimento e che per questo aveva cominciato a raccontarle cose della sua vita, anche personale. E poi disse: « C’era un africano che secondo me ha pianificato tutto». Si vedono il giorno dopo, ma non si trova nello stabile quando la situazione degenera. Ora la svolta con l’arresto.

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