VIOLENTA FIGLIA PER ANNI: ESERCITO SOSPENDE MILITARE/ Dessì (M5s): “atto disumano”

- Davide Giancristofaro Alberti

Anzio, militare dell’Esercito arrestato con l’accusa di violenza sulla figlia per anni. Verso la sospensione, la reazione durissima del senatore Dessì (M5s)

19enne denuncia stupro
Immagine di repertorio (Pixabay)

L’Esercito ha già fatto sapere di aver avviato le procedure per la sospensione del militare arrestato con la gravissima accusa di aver violentato per anni la piccola figlia ancora minorenne. Una vicenda sconvolgente che naturalmente ha scatenato reazioni di comprensibile sdegno nei confronti dell’uomo. A dire la sua in una durissima nota è stato anche Emanuele Dessì, senatore M5s, che in merito ai fatti avvenuti nelle passate ore ad Anzio, come riferisce IlMamilio.it, ha dichiarato: “Trovare parole mediaticamente riportabili per esprimere il sentimento di completo disprezzo che provo nell’apprendere dell’ennesimo, vile, atto di violenza sessuale, ripetuto, da parte di un padre nei confronti della figlia adolescente, è impresa davvero ardua”. A detta di Dessì, il militare “accusato di un reato schifoso, va condannato senza alcuna riserva”. Anche il senatore si è detto d’accordo con quanto sostenuto dalla ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, ed ha aggiunto: “E’ disumano un padre che abusa della propria figlia, se possibile questo è ancora più schifoso quando a macchiarsi di queste accuse è un uomo che veste una divisa. Un mostruoso inaccettabile paradosso di chi dovrebbe difendere la nostra sicurezza ed invece diventa l’orco che violenta e terrorizza la sua stessa figlia”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

VECCIARELLI “ATTI RIPROVEVOLI”

Ad esprimersi sull’inaudito caso di violenza nei confronti di una figlia di appena 15 anni è stato anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, che ha ovviamente condannato apertamente il comportamento del militare arrestato. Lo stesso generale, come riporta l’agenzia di stampa Ansa, parlando a nome di tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine ha anche espresso “la piena vicinanza e la solidarietà alla giovane che ha denunciato le violenze”. Il Generale Vecciarelli ha quindi voluto ribadire che “Qualunque militare si macchiasse di tali comportamenti riprovevoli violerebbe anche l’etica militare, nonché la dignità e l’onore di tutto il personale con le stellette che quotidianamente con profonda onestà, senso del dovere e vicinanza alla collettività svolge il proprio dovere”. In casi come questi, ha concluso il Capo di Stato Maggiore della Difesa, le Forze Armate “agiranno sempre in maniera ferma, rigorosa e severa al fianco della magistratura nell’accertamento delle responsabilità e prendendo gli adeguati provvedimenti nei confronti degli interessati”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

TRENTA “NO UOMO, OUT ESERCITO”

«Non è un uomo»: il durissimo comunicato del Ministro Trenta fa ancora molto “rumore” e si aggiunge alla già terribile vicenda legata al militare arrestato per violenze di anni contro la figlia minorenne. «Confermando totale disapprovazione e pieno rigore nel perseguire i comportamenti che violano i principi e i valori su cui si fonda l’Istituzione e assicurando la massima collaborazione e trasparenza con gli organi inquirenti», fa sapere una nota dello Stato Maggiore dell’Esercito che sono già state avviate tutte le procedure per l’immediata sospensione del militare dal servizio. «Si esprime la totale intransigenza, tolleranza zero, nel contrastare tali inaccettabili condotte e la completa vicinanza alla ragazza nei cui confronti sono stati perpetrati gli abusi. Tali soggetti non sono degni di indossare l’uniforme. Tale isolato avvenimento viola l’etica militare, e lede fortemente la dignità e l’onore di tutto il personale dell’Esercito che, invece, con profonda onestà, professionalità, e spirito di sacrificio, quotidianamente svolge il proprio dovere», conclude il comunicato che si lega alla altrettanto dura reprimenda del Ministro della Difesa. Ovviamente dall’Esercito e dalla Trenta sono state date ulteriori dimostrazioni e vicinanza alla povera giovane vittima degli abusi da parte del padre militare. (agg. di Niccolò Magnani)

ESERCITO SOSPENDE MILITARE ARRESTATO

Gravissimo episodio di violenza avvenuto ad Anzio, dove un militare ha violentato ripetutamente la propria figlia. Scoperto, l’uomo dell’arma è stata immediatamente sospeso dall’esercito, che dopo aver comunicato la notizia ha altresì esternato il «profondo sdegno» per quanto accaduto. Secondo quanto riportato dall’edizione online de Il Messaggero, l’uomo ha abusato per ben cinque anni della propria figlia, una ragazzina che oggi ha 15 anni ma che quando sono iniziate le violenze ne aveva solo 10, praticamente una bambina. Dopo i continui abusi subiti ha trovato finalmente la forza di raccontare il dramma vissuto, e l’uomo, 45 anni, è stato arrestato ieri dalla polizia locale di Anzio poi trasferito presso il carcere di Velletri, dove si trova attualmente in attesa della convalida del fermo. Lo stato maggiore dell’esercito ha diffuso una nota in cui si legge che il militare coinvolto «si è macchiato di un comportamento riprovevole, immorale e inaccettabile, ancor più aggravato per uomini e donne che indossano l’uniforme e rappresentano lo Stato».

ANZIO, VIOLENTA FIGLIA PER 5 ANNI: ARRESTATO MILITARE

Sdegno anche da parte del ministro della difesa, Elisabetta Trenta, che ha dedicato un lungo post sulla propria pagina Facebook alla vicenda. L’esponente dell’esecutivo si dice sconvolta dalla notizia: «Non voglio dire altro – afferma- solo esprimere la mia vicinanza alla ragazza e stringerla in un grande abbraccio», aggiungendo che il militare in oggetto «non è degno di indossare l’uniforme, né di essere chiamato uomo», e che l’Esercito prenderà quanto prima le opportune misure nei suoi confronti. Secondo quanto scrive Farodiroma.it, il militare in oggetto sarebbe un sottoufficiale dell’esercito, e la polizia di Anzio lo ha arrestato mentre si trovava sul luogo di lavoro, dopo una breve indagine nata dalla denuncia della vittima. L’uomo si è fatto ammanettare i polsi in silenzio, senza opporre resistenza alcuna, conscio del grave crimine commesso e del fatto che per lui non vi era ormai più via di scampo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA