Roma, traffico di rifiuti illeciti: 23 misure cautelari/ Indagine nata nel 2017

A Roma, scoperto un giro di rifiuti illeciti: 23 misure cautelari, di cui 13 agli arresti domiciliari

Caos rifiuti a Roma
Caos rifiuti a Roma (LaPresse, 2019)

Sono 23 le persone raggiunte da misure cautelari a Roma con l’accusa di traffico illecito di rifiuti. Tutti i soggetti sono accusati a vario titolo anche di corruzione, furto aggravato e peculato. Le forze dell’ordine, leggasi la Polizia Locale di Roma Capitale, i Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma, e quelli Forestali di Roma e Latina, hanno eseguito un blitz fin dalle prime ore di stamane, come riferito dai principali quotidiani online. 13 coloro che sono finiti ai domiciliari, mentre gli altri 10 hanno ricevuto l’obbligo di presentazione quotidiana presso la polizia giudiziaria. Inoltre, è stato disposto ed eseguito il sequestro preventivo di 25 autocarri. All’operazione hanno partecipato circa duecento militari in diverse zone fra Roma e Cisterna di Latina, e gli arresti sono giunti a seguito di un’indagine iniziata a fine 2017 sul Centro di Raccolta AMA di Mostacciano.

ROMA, TRAFFICO DI RIFIUTI ILLECITI: 23 MISURE CAUTELARI

Le forze dell’ordine hanno potuto appurare l’esistenza di un’organizzazione criminale dedita appunto al traffico illecito di rifiuti. Marco Milani, Coordinatore Romano UGL della Polizia Locale, ha diffuso una breve nota in cui spiega: «Nell’esprimere un plauso ai caschi bianchi romani per l’importante operazione conclusa e per la quotidiana battaglia contro il crimine, anche di natura ambientale ed a favore della salubrità del territorio, non possiamo non richiamare Sindaca e Governo a riconoscere quanto prima le diverse e delicate funzioni degli appartenenti alla Polizia Locale, rispetto al resto degli impiegati Comunali». Milani ha poi invitato il ministro dell’interno, Matteo Salvini, ad accelerare l’iter di riforma della legge quadro sulla polizia locale, ancora ferma al lontano 1986, e che lascia i poliziotti locali privi delle garanzie di cui invece godono altre forze dell’ordine d’Italia. Milani si è poi rivolto anche al sindaco di Roma, Virginia Raggi, affinché differenzi i caschi bianchi «rispetto al resto degli impiegati comunali recepisca quanto prima, le normative regionali in materia, con la relativa riforma di gradi e funzioni, purtroppo nella Capitale ancora disattesa».



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