Omicidio Renata Rapposelli/ Pittrice andò dal figlio “preoccupata per sue condizioni”

- Emanuela Longo

Renata Rapposelli, nuova udienza del processo: sentiti primi testimoni citati dall’accusa. Pittrice si recò dal figlio perchè preoccupata per le sue condizioni

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Omicidio Renata Rapposelli, arrestati ex marito e figlio

Renata Rapposelli, la pittrice 64enne di Ancona, quel 9 ottobre 2017 prese il treno per raggiungere la casa di famiglia a Giulianova perchè preoccupata per le condizioni di salute del figlio Simone Santoleri. E’ questo il nuovo particolare emerso oggi in aula, nel corso del processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise a Teramo e che vede imputati proprio il figlio Simone e l’ex marito della donna, Giuseppe Santoleri, entrambi con le accuse di concorso in omicidio volontario e soppressione di cadavere. Oggi in aula hanno sfilato i primi testimoni citati dalla pubblica accusa tra cui, come riferisce Rete8.it, gli uomini della polizia giudiziaria che hanno ripercorso parte delle indagini ed alcuni cari amici di Renata, tra cui l’uomo che per primo ne denunciò la scomparsa. Grande assente nell’ambito di questa seconda udienza (il processo ha preso il via lo scorso 16 gennaio) il figlio della vittima, Simone, che si trova detenuto nel carcere di Lanciano. Otto in tutto i testi citati dal pm Enrica Medori e che hanno ripercorso le primissime attività investigative compiute nella città di Ancona dove Renata si era trasferita in seguito alla separazione dal marito.

OMICIDIO RENATA RAPPOSELLI: SECONDA UDIENZA DEL PROCESSO

Nel corso dell’udienza udienza odierna del processo sulla morte di Renata Rapposelli, i primi testimoni hanno riferito i rapporti che la pittrice 64enne aveva all’interno di un gruppo di preghiera, lo stesso dal quale partì poi la denuncia di scomparsa, il 16 ottobre di due anni fa. Gli investigatori sono convinti che la donna abbia trovato la morte proprio all’interno della casa di famiglia. I carabinieri di Ancona hanno invece ripercorso le tappe che hanno reso possibile fissare la data della morte e il trasporto del cadavere di Renata. Gli inquirenti hanno compiuto i loro accertamenti sulla base di tabulati e telecamere lungo il percorso che l’ex marito Giuseppe Santoleri sosteneva di aver effettuato in auto per accompagnare la moglie al Santuario di Loreto. Oggi inoltre sono stati nominati dal Tribunale i periti che dovranno trascrivere entro 90 giorni le intercettazioni ambientali e telefoniche ammesse nel processo. Il processo proseguirà con la terza udienza a fine marzo quando saranno sentiti nuovi testimoni dell’accusa. È probabile che anche in quella occasione a presenziare sarà solo l’ex marito di Renata Rapposelli, mentre il figlio Simone potrebbe decidere, come oggi, di non essere presente in aula.



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