Sciacca, coppia separata: cane affidato a entrambi ex coniugi/ E divideranno le spese

- Silvana Palazzo

Coppia si separa, e il cane? Affido condiviso tra ex coniugi, che dovranno dividere le spese. Le ultime notizie sulla decisione del tribunale

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Cane (Pixabay)

Anche il cane di famiglia affidato in maniera condivisa alla coppia separata. La novità arriva da Sciacca, in provincia di Agrigento, dove il tribunale ha disposto questa misura nell’ambito di una causa di separazione non consensuale. Gli ex coniugi dovranno occuparsi del cane di famiglia a settimane alterne. Il provvedimento, firmato dal presidente Antonio Tricoli, prevede che i padroni divideranno le spese per croccanti ed eventuali visite al veterinario. Si tratta di una notizia importante perché su questa materia al momento c’è un vuoto normativo. Lo ha sottolineato – come riportato da Repubblica – l’avvocato Giovanni Bruno, legale di uno dei due coniugi che aveva avanzato la richiesta al giudice. Sia l’ex marito sia l’ex moglie pretendevano di continuare ad avere il cane anche dopo il divorzio. Il giudice ha deciso di accontentare entrambi, considerando «doveroso di tutela il sentimento nei confronti degli animali».

SCIACCA, COPPIA SEPARATA: CANE AFFIDATO A ENTRAMBI EX CONIUGI

Grazie alla giurisprudenza sappiamo che l’affido condiviso del cane di famiglia aveva qualche precedente in Italia, ma solo nei casi di separazioni consensuali. Per questo si tratta di un caso unico. La decisione del giudice lascia perplessa però l’animalista Anna Maria Friscia, presidente dell’Associazione Nazionale Tutela Animali di Sciacca. «Ovviamente non conosco il contesto nel quale il cane è cresciuto, ma in ogni caso non stiamo parlando di un essere umano. Il cane identifica un padrone e a lui, o lei, si abitua». E questo per Friscia accade anche negli ambiti familiari, «dove l’animale riconosce sempre un capo». E quindi «costringerlo a rimbalzare da una casa all’altra una settimana sì e una no forse servirà ai due coniugi e alla loro necessità di affetto, ma sicuramente lo disorienterà, danneggiandolo». Per questo Friscia ha la sensazione «che in questa contesa non ci siano ragioni di affetto per il cane ma solo la voglia di ciascuno dei due coniugi di toglierlo all’altro». Se il cane è stato conteso, il gatto invece è stato affidato esclusivamente all’ex marito.



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