Monica Lorenzatti, processo omicidio stradale/ “Mia figlia è morta, sto già pagando”

La figlia e la nipote morirono in un incidente stradale, ora Monica Lorenzatti è a processo per omicidio stradale: le sue parole a I Fatti Vostri.

Monica Lorenzatti a I Fatti Vostri
Monica Lorenzatti a I Fatti Vostri

La morte della figlia Gioia e della nipote Ginevra, il ferimento grave della sorella gemella e il processo per omicidio stradale: il dramma di Monica Lorenzatti raccontato a I Fatti Vostri dalla diretta interessata. Il fatto risale al 27 ottobre 2017: un tamponamento sull’Autostrada del Brennero tra un’auto e un camion ha provocato due morti e un ferito grave. Ora la 51enne rischia una condanna per omicidio stradale, ecco le sue parole sul terribile incidente: «Noi tornavamo da una gara di pattinaggio a Merano, all’altezza di Trento un camion ha decelerato in modo brusco senza l’attenzione degli stop. In quattro secondi è passato da 90 km/h a 7 km/h e l’ho tamponato». Prosegue Monica: «Sono stata in coma per quattro giorni, la macchina è andata sotto due metri al camion e il pianale ha aperto la macchina».

MONICA LORENZATTI: “STO GIA’ PAGANDO LA MIA PENA”

«La mia pena la sto già pagando», racconta Monica Lorenzatti: «Mia sorella è stata in coma tre mesi, si è svegliata ma ha un danno cerebrale molto grave: non sappiamo se lei sappia delle ragazze o abbia capito qualcosa». Presente in studio l’avvocato Tasini: «Partiamo da un dato che è una perizia che giudichiamo superficiale e poco rigorosa, che ha indotto il pubblico ministero a formulare una richiesta di archiviazione. In questo momento non è stata accettata, ora dobbiamo concentrarci sulla signora Monica e le sue vicende, è stata archiviata la posizione del camionista. Affronteremo un processo con il disagio di rivivere le emozioni, ogni momento che ha anticipato lo scontro. Ho avuto difficoltà ad accettare questo caso, perché non è un caso ma il caso». Aggiunge la Lorenzatti: «Io voglio essere ascoltata, voglio che si sappia la verità di ciò che è successo: non mi interessa la condanna, voglio la verità per mia figlia».



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