Vibo Valentia, 2 arresti per omicidio del 2015/ Ultime notizie, 45enne ucciso perchè pedofilo

A Vibo Valentia possibile caso di omicidio per vendetta: due persone sono state arrestate per l’omicidio di un pedofilo nel 2015

06.02.2019 - Davide Giancristofaro Alberti
Carabinieri (Pixabay, 2018)

Forse una vendetta l’omicidio di Francesco Fiorillo, ammazzato a Vibo Valentia il 15 dicembre del 2015. Stando alle ultime indiscrezioni riportate da tutti i principali quotidiani online, gli inquirenti pensano che l’assassinio del 45enne di cui sopra sia legato alle tendenze pedofile della stessa vittima. Per questo gli uomini del Commissariato di Vibo Valentia e dallo Sco, hanno arrestato all’alba di oggi due persone, accusate dell’omicidio di Fiorillo di tre anni fa. In base a quanto emerso dalle indagini portate avanti in questi anni dalle forze ordine, Fiorillo avrebbe tentato di adescare alcuni minori, legati a delle persone che avrebbero poi deciso di vendicarsi, uccidendo lo stesso pedofilo. Così, il 15 dicembre 2015, mentre stava rincasando dopo aver parcheggiato la propria automobile, Francesco Fiorillo è stato assassinato a seguito di un agguato: alcuni uomini armati lo avevano atteso dietro un cespuglio, per poi fare fuoco contro lo stesso venditore ambulante che morì praticamente sul colpo.

VIBO VALENTIA, 2 ARRESTI PER OMICIDIO DEL 2015

A due anni e mezzo circa dall’omicidio, a marzo del 2018, venne portato in galera Antonio Zuliani, di 26 anni, a cui gli inquirenti risalirono dopo aver individuato il suo profilo genetico su un guanto in lattice lasciato sulla scena del delitto. Gli altri due arrestati di oggi sono stati invece individuati grazie al sistema satellitare installato sull’automobile di uno dei due. Il gps era stato impiantato da una società di assicurazioni sulla vetture suddetta, e grazie a tale apparecchiatura le forze dell’ordine hanno potuto ricostruire i movimenti dei due assassini, collocandoli sulla scena del crimine. Subito dopo l’uccisione di Fiorillo scattarono due indagini parallele: la prima per individuare i responsabili dell’omicidio e la seconda per approfondire le accuse di pedofilia verso la vittima. Le forze dell’ordine, grazie all’operazione “settimo cerchio”, riuscirono a porre fine ad un giro articolato di pedofili, in cui venne coinvolto anche un sacerdote insospettabile.



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