11 neonati morti in ospedale/ Tunisia choc Ministro Sanità si dimette: siero scaduto?

- Niccolò Magnani

11 neonati morti in ospedale nella capitale della Tunisia: choc nel reparto d’ostetricia, scandalo nazionale. Si è dimesso il Ministro della Sanità

Medico fertilità
Medico fertilità (Pixabay)

La Tunisia viene travolta da uno scandalo nel mondo della sanità dopo la scoperta di 11 neonati morti nel reparto di un unico ospedale, in particolare nell’area di ostetricia del principale nosocomio pubblico nella capitale Tunisi: dopo le notizie emerse e dopo soprattutto la bufera che ha travolto la capitale tunisina, questa mattina si è dimesso addirittura il Ministro della Sanità Abderraouf Cherif, rimettendo al Premier Youssef al-Chaded l’incarico ufficiale. «I primi elementi dell’inchiesta in corso indicano la causa in un’infezione causata da un prodotto per l’alimentazione per via endovenosa», scrive l’associazione dei pediatri tunisini in una nota ufficiale. Non solo, i medici hanno invitato le autorità a fare luce sulla situazione e ha ricordato «le condizioni precarie in cui operano gli operatori sanitari»: resta però il mistero attorno ai poveri 11 neonati che nel giro di poche ore hanno perso la vita. Lo stesso Presidente tunisino ha poi annunciato l’apertura di una inchiesta per poter accertare le circostanze che nella notte tra il 7 e l’8 marzo scorso ha fatto perdere la vita a 11 innocenti piccole vite.

TUNISIA CHOC: SI È DIMESSO IL MINISTRO DELLA SANITÀ

Secondo quanto riportato stamattina dalle agenzie tunisine, poi commentate da Repubblica, dai primissimi esami biologici sui tessuti prelevati dagli 11 neonati morti “prematuramente”: non solo, si sospetta secondo l’inchiesta aperta dal premier Chaded «un’infezione causata da un prodotto per l’alimentazione per via endovenosa» di fatto quella “nutrizione parentale” che viene utilizzata per i neonati che nascono prematuri. «Andremo fino in fondo» fa sapere il Governo di Tunisi, con il Ministero della Sanità che – dopo l’addio del suo titolare – ha di fatto assicurato che «sono state adottate misure preventive e trattamenti per evitare altre vittime e per garantire lo stato di salute degli altri bambini nel reparto maternità».



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