Mafia a Porta Nuova, Palermo: 32 arresti/ Spaccio di droga e caffè imposto ai bar

A Porta Nuova, Palermo, 32 arresti per mafia: gravissimi i reati di cui sono accusati

Rapina davanti al supermercato
Rapina davanti al supermercato (LaPresse, 2019)

Nuovo importante blitz delle forze dell’ordine nei confronti della mafia. La Dda, come riferito dai principali quotidiani d’Italia, ha arrestato 32 persone facente parti del mandamento mafioso di Porta Nuova, a Palermo. Tutti coloro che sono finiti in manette sono accusati, a vario titolo, dei gravissimi reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, favoreggiamento reale aggravato, trasferimento fraudolento di valori, sleale concorrenza aggravata dalle finalità mafiose, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illecita di armi. La principale fonte di reddito della “nuova Cosa nostra” del dopo Riina, era lo spaccio di droga, in particolare di cocaina, venduta soprattutto ai professionisti. Una domanda, quella di stupefacenti, che non accenna a decrescere, come riferiscono gli inquirenti, anzi, sembra destinata ad aumentare sempre più.

MAFIA A PORTA NUOVA, PALERMO: 32 ARRESTI

Fra i clienti degli spacciatori affiliati alla mafia, come anticipato, vi erano numerosi professionisti, a cominciare da imprenditori, architetti e dentisti. Nell’ambito della stessa indagine le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro due attività, una imprenditoriale e l’altra commerciale, site in quel di Palermo, e riconducibili ad alcuni esponenti della malavita anche se intestate a terzi, i classici prestanome. Ma non finisce qui perché il gruppo dei 32 arrestati aveva imposto con il metodo mafioso dell’intimidazione, la fornitura del proprio caffè ai bar del territorio, creando quindi un’illecita concorrenza aggravata a danni di altre imprese del settore. Quella di oggi è di fatto un proseguimento dell’indagine Cupola 2.0 risalente all’inizio dello scorso mese di dicembre, in cui era stata smantellata la nuova commissione provinciale di Cosa nostra, riunitasi a maggio del 2018 per ridare vita all’organo direttivo mafioso, reso “celebre” durante il periodo in cui regnava in Sicilia e in Italia il padrino Toto Riina. La commissione era rimasta latente per quasi 30 anni, ed era pronta a tornare operativa.



© RIPRODUZIONE RISERVATA