CADAVERE MURATO A SENAGO/ Carmela Sciacchitano assoldò i killer della mafia

- Davide Giancristofaro Alberti

Carmela Schiacchitano è la mandante dell’omicidio di Senago, l’albanese trovato murato in una villa

carabinieri pixabay 2018
Immagine di repertorio (Pixabay, 2018)

Un omicidio premeditato e la cui preparazione è durata un anno circa. Carmela Sciacchitano non riusciva ad accettare la fine della relazione con Lamaj Astrid né gli aveva perdonato di averle rubato dei gioielli. Quindi ha chiamato alcune persone che conosceva nel suo paese di origine, in Sicilia, per organizzare l’agguato. E l’uomo è diventato un cadavere murato a Senago. Non è pregiudicata, ma ha conoscenze importanti nell’ambito della mafia di Riesi, in provincia di Caltanissetta. Lo ha spiegato il maggiore che ha seguito le indagini. Quando è arrivato l’ok, soggetti siciliani si sono recati a Milano per eseguire la richiesta. Si tratta di ambienti mafiosi di alto rango, come rivelato da un pentito. Senza i suoi indizi, come riportato da Repubblica, nessuno avrebbe trovato il pozzo artesiano né i resti della vittima. Oltre a Carmela Schiacchitano, tre uomini, tutti italiani, sono stati fermati, mentre altri tre sono indagati. Sono accusati di aver ucciso e murato Astrid, scomparso da Genova nel gennaio 2013 e il cui corpo è stato trovato il 15 gennaio 2019 a Senago. (agg. di Silvana Palazzo)

CARMELA SCIACCHITANO, MANDANTE OMICIDIO SENAGO

Si chiama Carmela Sciacchitano, classe 1955, la donna che ha ordinato l’omicidio del suo ex Astrit Lamaj, trovato lo scorso 15 gennaio murato in un appartamento di Senago, in provincia di Monza e Brianza. La vittima, di origini albanesi, aveva lasciato Carmela per andare con un’altra donna più giovane, forse derubandola anche di alcuni preziosi. La Sciacchitano, accecata dalla gelosia, ha così ordinato l’assassinio dell’ex, che è stato picchiato, strangolato e poi murato in un appartamento della Brianza. I carabinieri, come riferisce Il Corriere della Sera, l’hanno fermata all’aeroporto di Genova, pronta a fuggire in Brasile: aveva capito che la sua libertà era ormai agli sgoccioli dopo che gli inquirenti ad inizio settimana avevano arrestato cinque persone, tutte coinvolte nell’omicidio di Astrit, ed era quindi pronta a fuggire in Sud America. Secondo gli inquirenti vi era proprio Carmela Sciacchitano a capo del gruppo di 8 persone (3 indagate e 5 raggiunte da misure cautelari), che nel 2013 uccisero e poi fecero sparire il pregiudicato albanese.

LA REGINA DELLE TELEVENDITE

Prima di ordinare l’omicidio avrebbe fatto domanda ai reggenti mafiosi di Riesi, paese d’origine della donna situato in provincia di Caltanissetta (Sicilia). Un caso rimasto irrisolto fino a poco meno di due mesi fa, al 15 gennaio 2019, quando lo scheletro di Astrit venne ritrovato in un pozzo nascosto sotto una delle pareti di “Villa degli occhi”, residence di lusso della cittadina di Senago. Non fu una scoperta casuale, visto che ad indicare ai carabinieri il luogo dell’occultamento era stato Carmelo Arlotta, pregiudicato siciliano di Muggiò (provincia di Monza), che la scorsa estate iniziò a collaborare con la giustizia. Quella di Carmela sembrava una storia come molte altre, con la donna che subito dopo un matrimonio di pochi anni, si era trasferita dalla Sicilia al nord Italia, dove conobbe un gioielliere che le permise di ottenere una buona posizione sociale ed economica. Negli anni 90 iniziò a vendere gioielli su Rete A, una tv privata, divenendo un volto noto locale, fino a che non conobbe un siciliano di Genova che gestiva diversi bar e locali. Anche lui sarebbe stato pestato a sangue per volere della donna, poi la relazione con Astrit: il resto, è storia di questi giorni.

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