Firenze, shooting a luci rosse al cimitero/ Denuncia per tre trentenni

- Matteo Fantozzi

Sembra impensabile l’idea di vedere qualcuno realizzare uno shooting a luci rosse al cimitero, eppure è accaduto a Firenze. Due uomini e una donna stavano realizzando delle foto piccanti

Cimitero a Milano
Cimitero, immagine di repertorio (LaPresse, 2019)

Sembra impensabile l’idea di vedere qualcuno realizzare uno shooting a luci rosse al cimitero, eppure è accaduto a Firenze. Nella frazione di San Donato in Greti due uomini e una donna stavano realizzando delle foto piccanti, con la donna che è stata sorpresa sdraiata sulle lapidi in atteggiamenti provocatorio e vestita da suora. I tre sono stati immediatamente denunciati. A vedere tutto è stato un cittadino che dopo gli scatti si è accorto che stavano realizzando un vero e proprio servizio fotografico. I tre personaggi di questa aberrante vicenda erano già noti alle forze dell’ordine per dei reati minori e sono stati denunciati sia per atti osceni in luogo pubblico che per vilipendio alle tombe. La donna è fidanzata con uno dei due uomini e sono residenti nel pisano, mentre il terzo è di Funecchio in provincia di Firenze. L’uomo dopo averli sorpresi ha chiamato il 112 e quando i carabinieri sono giunti sul posto cogliendo i tre sul fatto.

Firenze, shooting a luci rosse al cimitero: sequestrata la macchina fotografica

Uno shooting a luci rosse svolto all’interno di un cimitero è costato a tre trentenni, due uomini e una donna, una denuncia per atti osceni in luogo pubblico e vilipendio di tombe. I militari hanno immediatamente sequestrato la macchina fotografica utilizzata per il servizio, dopo aver colto in flagrante i tre soggetti di questa vicenda alquanto imbarazzante. Pare che il tutto fosse fatto per immettere nel mercato pornografico una serie di scatti e non la realizzazione di riprese video. Ovviamente il materiale risulta essere una prova determinante che sarà esaminata durante il processo a cui i tre saranno sottoposti. Al momento non si sanno le generalità di questi, né dell’uomo che sorprendendoli li ha lasciati fare per chiamare poi il 112.



© RIPRODUZIONE RISERVATA