Katia Tondi, si avvicina sentenza processo/ La vicina “Emilio Lavoretano era agitato”

- Silvana Palazzo

Omicidio di Katia Tondi, si avvicina la sentenza del processo che vede imputato Emilio Lavoretano. La vicina di casa a La Vita in Diretta: “Era molto agitato”

Katia Tondi (Quarto Grado)
Katia Tondi (Quarto Grado)

La morte di Katia Tondi è un rebus, ma per il suo omicidio il processo è alle battute finali. Emilio Lavoretano continua a proclamarsi innocente. Lo ha fatto anche oggi ai microfoni del programma La Vita in Diretta, che lo ha intercettato tra i corridoi del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. «Stamattina andiamo a parlare. Non ci sono problemi, chiariremo molte cose. Sono tranquillo». La sua difesa punta sull’orario del delitto: ci sono gli scontrini che testimoniano che alle 19.51 non era casa, ma a fare spesa tra supermercato e farmacia. «Io non c’entro nulla», ha ribadito oggi in aula. Inoltre, ha spiegato che inizialmente aveva pensato che la moglie potesse aver avuto un episodio ischemico come in passato, poi ha pensato ad una rapina finita male. L’accusa invece sostiene che l’omicidio sia avvenuto prima, quindi il marito di Katia Tondi potrebbe essere uscito dopo aver ucciso la moglie proprio per fornirsi un alibi.

KATIA TONDI, LA VICINA “EMILIO LAVORETANO ERA AGITATO”

Si avvicina la sentenza sull’omicidio di Katia Tondi, che fu strangolata in casa nel 2013. La Vita in Diretta ha intervistato la vicina di casa, a cui Emilio Lavoretano si era subito rivolto. La signora Rosaria è dunque la prima ad entrare sulla scena del crimine. «Ero in camera da letto a vedere la televisione. Avevo l’auricolare all’orecchio, stavo parlando con un’amica. Sentì battere fortissimo alla porta. Era Emilio, mi disse che la moglie stava male». Quando entrò in casa vide Katia Tondi a terra. «Lui mi chiese di controllare se respirava, io non sentì alcun battito». La donna ha raccontato di non aver visto la casa in disordine, fatta eccezione per la camera da letto, dove c’erano alcuni cassetti tirati fuori e un’anta dell’armadio aperta. Rosaria ha spiegato che Emilio Lavoretano le ha mostrato la stanza, mentre lui in aula ha raccontato che la vicina gli ha fatto notare del disordine in camera da letto. «Faceva una pena… Non aveva gli occhiali, aveva solo un mollettone in testa. I miei cagnolini abbaiano spesso, invece quella sera no. Se ci fossero stati rumori, avrei sentito».

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