ASSASSINO IN PREDA A TEMPESTA EMOTIVA/ Pena dimezzata “Colpa del rito abbreviato”

- Davide Giancristofaro Alberti

Fa discutere la decisione di dimezzare la pena di un assassino perché in preda ad una tempesta emotiva

cassa forense
Immagine di repertorio

L’assassino era in preda ad una tempesta emotiva, un’attenuante che riduce la sua pena da 30 a 16 anni di carcere. Sta facendo discutere, e non poco, la decisione della corte d’appello d’assise di Bologna, che per l’omicidio della 46enne Olga Matei, ammazzata nel 2016 a mani nude dal 57enne Michele Castaldo, ha appunto deciso di tenere conto dello stato emotivo dello stesso assassino, dimezzandogli la durata della detenzione: «Lo scandalo non è tanto la concessione delle attenuanti – le parole dell’avvocato di parte civile, Filippo Airaudo, ai microfoni de La Stampa – cioè la valutazione della corte per cui l’imputato avrebbe agito sotto effetto di un raptus, un’interpretazione forse generosa, quanto la scelta del rito abbreviato per un reato grave come l’omicidio, rito che prevede riduzioni automatiche della pena pari a un terzo». L’omicidio volontario prevedere l’ergastolo, ma essendo stato chiesto l’abbreviato si scende ad una pena massima di 30 anni di carcere. «A questo punto – ha aggiunto il legale – la riduzione di un terzo ha fatto raggiungere i 16 anni. Il problema vero, in altre parole, è il rito abbreviato applicato all’omicidio». Una decisione che sta facendo discutere. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ASSASSINO IN PREDA A TEMPESTA EMOTIVA: È POLEMICA

Il Coordinamento Antiviolenza 21 luglio Palermo ha commentato la sentenza del Tribunale di Bologna sul femminicidio di Olga Matei, giudicandola un «grave passo indietro nella battaglia contro la violenza sulle donne». Questo perché «si minimizza l’efferatezza di un delitto giustificandola con uno stato psichico, “la tempesta emotiva”». Il timore è che in futuro possa essere «invocata come attenuante in altri casi». Il Coordinamento Antiviolenza 21 luglio Palermo, come riportato da Askanews, evidenzia «la pesantezza di un clima culturale ogni giorno più arretrato che mette a repentaglio decenni di lotte e di conquiste delle donne, oltre che le loro stesse vite». Inoltre, spiega che «il messaggio di questa sentenza è in piena sintonia con quella legge. L’assassino di Olga Matei, invece di avere un ergastolo, sarà fuori in dieci anni». Poi l’ultimo affondo: «Il delitto d’onore è stato abrogato nel 1981, ma il messaggio di questa sentenza è in piena sintonia con quella legge». (agg. di Silvana Palazzo)

LA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA

Sta suscitando diverse polemiche la sentenza della Corte di appello di Bologna che ha ridotto di quasi la metà la pena a Michele Castaldo, 57 anni, l’uomo che il 5 ottobre 2016 uccise a mani nude Olga Matei, la donna con cui aveva una relazione da un mese e che strangolò a mani nude a Riccione. Come riportato da Il Resto del Carlino, però, a suscitare scalpore sono soprattutto le motivazioni dello sconto di pena: Castaldo, infatti, secondo i giudici uccise in preda ad una “tempesta emotiva” determinata dalla gelosia che dunque può attenuare la responsabilità di chi uccide. Pur riconoscendo l’aggravante dei motivi abietti e futili, i giudici hanno ridotto la pena a 16 anni dai 30 iniziali sanciti dal Gup di Rimini. Castaldo, parlando alla Corte, aveva detto:”Non c’è giorno che non pensi a quello che ho fatto che non pianga per Olga. Non ci sono parole per quello che ho fatto, e voglio che le mie case vadano a sua figlia. (agg. di Dario D’angelo)

UCCISE IN PREDA A TEMPESTA EMOTIVA

Era in preda ad una tempesta emotiva quando ha ucciso la sua fidanzata, e per questo il giudice ha ridotto la sua pena da 30 anni a 16. Sta facendo discutere, e non poco, la sentenza della corte d’appello di Bologna, che ha quasi dimezzato la durata del carcere per Michele Castaldo, 57enne di Cesena omicida reo-confesso di Olga Matei. La 46enne moldava venne strangolata dal suo aguzzino il 5 ottobre del 2016 a Riccione, in provincia di Rimini, un assassinio brutale per cui lo stesso Castaldo era stato condannato a 30 anni in primo grado dal Gup di Rimini per l’omicidio con l’aggravante dei motivi futili e abietti. Il pg Paolo Giovagnoli, di fronte alla corte di assise di appello bolognese, aveva chiesto lo scorso 16 novembre la conferma della pena, ma i giudici l’hanno ridotta concedendo le attenuanti generiche.

PENA DIMEZZATA A MICHELE CASTALDO

Come si legge nella motivazione della sentenza, la decisione di dimezzare gli anni di carcere è stata presa prima di tutto a seguito della confessione dello stesso omicida. Secondariamente, si legge che la gelosia provata dall’uomo determinò in lui, «a causa delle sue poco felici esperienze di vita una soverchiante tempesta emotiva e passionale che si manifestò subito dopo anche col teatrale tentativo di suicidio». Una condizione che secondo i giudici è stata ritenuta «idonea a influire sulla misura della responsabilità penale». Un caso che fa discutere, visto che Castaldo avrebbe dovuto inizialmente scontare l’ergastolo, poi ridotto a 30 anni con il rito abbreviato. Ora l’ulteriore riduzione della condanna a 16 anni, che potrebbero diminuire nuovamente tenendo conto dello sconto applicabile per buona condotta di 45 giorni ogni semestre. Olga e Michele si frequentavano da solo un mese, e la vittima voleva troncare la relazione con quell’uomo che le manifestava troppa insicurezza: non ce la farà mai, morirà fra le mani di quello sconosciuto.

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