Brega Massone, pg Milano chiede ergastolo/ Clinica Santa Rita, ricorso in Cassazione

- Silvana Palazzo

Pier Paolo Brega Massone, ex chirurgo della clinica Santa Rita merita l’ergastolo per la Procura generale di Milano, che ha presentato ricorso in Cassazione

Santa Rita
Clinica Santa Rita di Milano (LaPresse, 2019)

Pier Paolo Brega Massone merita l’ergastolo, per questo la Procura generale di Milano ha deciso di procedere con il ricorso in Cassazione. Secondo il sostituto Pg Massimo Gaballo va annullata la sentenza della Corte d’Appello “bis” che lo scorso ottobre cancellò l’ergastolo per l’ex chirurgo della clinica Santa Rita, imputato per la morte di quattro pazienti. Il reato di omicidio volontario contestato a Brega è stato derubricato in omicidio preterintenzionale. L’allora braccio destro Fabio Presicci, che rispondeva solo di due omicidi, ha visto la sua pena scendere da 24 anni e 4 mesi a 7 anni e 8 mesi. Ma secondo il procuratore generale, i giudici d’appello hanno interpretato erroneamente la sentenza con cui la Cassazione, nel giugno 2017, ha annullato con rinvio degli atti alla magistratura milanese, chiedendo di rivalutare la pena all’ergastolo. Questo perché per i giudici della Suprema Corte è stato «omesso di confrontarsi puntualmente» con la «possibile lettura alternativa» proposta dalla difesa. Quindi la morte dei pazienti andrebbe inquadrata come omicidio preterintenzionale.

BREGA MASSONE, PG MILANO CHIEDE ERGASTOLO

Per il procuratore generale Massimo Gaballo, l’erronea interpretazione della sentenza della Cassazione avrebbe “falsato” l’intero giudizio della Corte d’Appello di Milano. Il procuratore nel ricorso presentato evidenzia la violazione dell’articolo 640 del codice penale, quello che riguarda la truffa. Questo perché i giudici di secondo grado avrebbero giudicato inesistente questo reato in quanto, al di là che siano stati ritenuti inutili, gli interventi non sono stati comunque effettuati. La Procura generale meneghina ha poi ravvisato che l’aggravante di aver effettuato interventi chirurgici con finalità di percepire rimborsi indebiti dal Sistema sanitario nazionale, non è mai stata oggetto di impugnazione da parte delle difese, quindi è passata in giudicato. La parola torna dunque alla Cassazione che dovrà stabilire se confermare la sentenza d’appello “bis” con cui è stata ridotta a 15 anni la pena per Brega Massone o annullare nuovamente la sentenza. In questo caso, il processo “ter” si dovrebbe celebrare a Brescia, non più a Milano.



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