Bimbo morto nel traffico a Roma/ La mamma “mia vita senza di lui non ha più senso”

- Niccolò Magnani

La mamma del bimbo di 11 anni morto nel traffico a Roma, in via Cristoforo Colombo: “un angelo, da lassù mi protegge. Non mi immagino la mia vita senza mio figlio”

Ambulanza a Roma
Roma, ambulanza in Via Cristoforo Colombo (LaPresse, 2019)

«Non immagino la mia vita senza mio figlio»: il racconto disperato di una mamma che qualche ora prima ha perso il figlio, un bimbo di 11 anni, morto nel traffico a Roma per un maledetto malore improvviso. Erano in coda sulla Via Cristoforo Colombo dopo essere usciti di casa dal quartiere di Casalpalocco, verso le 8 di mattina: insieme a mamma Ioana e al piccolo Antonio c’era anche la zia e si stavano recando dall’allergologo all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Stava spesso male quel ragazzino di 11 anni, aveva crisi respiratorie proprio come quella avuta la notte prima, motivo per cui si stavano dirigendo verso l’ospedale per un appuntamento urgente. Poi l’ennesima crisi, in auto, nel traffico romano della Colombo: la chiamata al 118, l’arrivo quasi immediato e dopo 6 minuti di rianimazione la tragica notizia che spezzerebbe le gambe ad ogni mamma e papà di questo mondo. Antonio non ce l’ha fatta e oggi al Messaggero la povera Ioana prova a mettere insieme due parole senza piangere troppo, ma è oggettivamente difficile: «Siamo usciti di casa verso le 8. C’era un muro di macchine purtroppo. Dopo un quarto d’ora è cominciato tutto. Intorno a noi c’era tanta gente, sono scesi tutti dalle auto. Tutti volevano aiutarci, ma è stato inutile, un incubo. Non immagino la mia vita senza mio figlio»

LA MAMMA DEL BIMBO MORTO: “ORA È UN ANGELO”

È ancora la mamma a provare a raccontare come possano essere stati quei momenti, tragici, nel pieno del traffico di Roma: «Avevo già portato Antonio per cinque volte al pronto soccorso del Bambino Gesù. L’ultima, il 2 aprile, era stato colto da una crisi respiratoria proprio mentre stava dall’allergologo, il dottore lo ha trasferito subito in pronto soccorso con l’ambulanza, dove gli hanno dato il cortisone, lo hanno stabilizzato e rimandato a casa. Io non ero tranquilla, la notte respirava sempre male e volevo il parere di un altro medico», spiega ai colleghi del Messaggero mentre non riesce a capacitarsi di quanto il destino ieri si sia incupito tutto d’un colpo. «C’era molto traffico. Lunedì parlerò con il magistrato. Ho un altro figlio più grande che è fuori Roma e a cui devo dire che il fratellino è morto, non so come fare. Loro sono la cosa più bella che ho avuto dalla vita». Si è sentito male all’improvviso e non sapremo mai se, senza quel traffico, Antonio avesse potuto salvarsi: di sicuro, conclude la donna disperata intenta ad andare a comprare delle candele da porre in casa per ricordare il suo bimbo, «Lui è un angelo, adesso da lassù mi protegge».



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