“Don Andrea, voglio morire in pace”/ Il carabiniere ucciso e la fede di un padre

- Niccolò Magnani

La fede del papà del carabiniere ucciso nel Foggiano: “voglio morire in pace ora”. L’estrema unzione, il dialogo col prete e il dramma della morte

Il carabiniere ucciso a Foggia
Il carabiniere ucciso a Cagnano Varano (LaPresse, 2019)

Un padre che “seppellisce” il proprio figlio è uno dei dolori più grandi che possano esistere al mondo e addirittura non v’è un “termine” anche solo linguistico che esprima questa figura: esiste il vedovo, esiste l’orfano, ma non esiste un modo per dire che un papà o una mamma sono rimasti senza il frutto della propria unione. Per Vincenzo Di Gennaro, il carabiniere ucciso a Cagnano Varano, la fine tragica della propria vita terrena è avvenuta in pieno servizio, per cause al momento assurde e senza spiegazioni, con un killer pregiudicato che davanti alla Gazzella guidata dal militare e da un suo collega ha iniziato a sparare all’impazzata. Intervistato dal Corriere della Sera, il papà anziano di Di Gennaro è sotto choc ma riesce lo stesso ad esprimere tutto il suo dolore e il suo affidare a Dio quel figlio morto facendo il proprio dovere. «Sapete, don Andrea, il mio petto ora è gonfio d’orgoglio», ha detto il signor Luigi (84 anni) davanti al parroco che lo assiste da ore, da quando il figlio Maresciallo non è più tornato a casa come faceva tutti i santi giorni. Colpisce di quel padre ormai a letto la sua fede e la sua “calma” nel voler vedere in Cielo quel figlio andato via troppo presto e per un motivo così “assurdo”. Nella casa di via Michele Zannotti, a San Severo, il contadino in pensione ha anche ricevuto la telefonata del comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri per le condoglianze dello Stato, il giorno dopo quelle ricevute dal Premier Conte.

IL DIALOGO TRA IL PRETE E IL PAPÀ AFFLITTO

Una solidarietà nazionale ma un dramma che non può che rimanere dentro quel cuore malato da tempo: «Sono orgoglioso» ha confidato il papà Di Gennaro al prete Don Andrea Tinelli, «perché mio figlio Vincenzo è morto sul campo, facendo il suo dovere. Lui era amatissimo a Cagnano Varano, in tanti gli volevano bene. Adesso, però, caro don Andrea, si è fatto tardi, mi devo ritirare. Passi da me nei prossimi giorni. Voglio ricevere l’unzione degli infermi. Sapete, già soffro di cuore e dopo la morte di mia moglie e adesso pure di mio figlio, è diventato un dolore troppo grande da sopportare. E io voglio morire in pace», spiega il padre anziano ai colleghi del Corriere della Sera. Le visite al papà erano all’ordine del giorno per Vincenzo, non appena era libero dal servizio: si barcamenava tra la compagnia al padre e la vita con la compagna Stefania con la quale voleva sposarsi a breve. Un uomo buono che compieva il suo difficile mestiere nella Puglia più ‘lontana’: «Era il confessore del paese. Una vecchietta di Cagnano Varano lo andava spesso a trovare perché diceva che di notte vedeva un fantasma e allora lui stava lì per intere mezz’ore a rassicurarla. In caserma, con Vincenzo, erano in nove, di cui tre carabinieri giovanissimi: a loro, si può dire, ha fatto da padre» ha raccontato il Capitano Carlo Venturini, 32 anni, comandante della compagnia Carabinieri di Vico del Gargano.



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